Chiunque intenda pubblicare un libro online e riuscire a venderlo con successo, deve comprendere i fattori che incidono sulla visibilità dei titoli nelle librerie digitali. Ossia, capire gli algoritmi, quell’insieme di regole e logiche che consentono ai rivenditori di indicare ad ogni lettore il libro che potrebbe piacergli.

Da Amazon a Ibs, ogni store ha sviluppato il suo proprio algoritmo, ma esistono alcuni principi di base, estremamente importanti per la buona riuscita della vendita di un libro o un ebook.

In linea di massima, gli algoritmi tentano di riprodurre quelli che sono i più comuni meccanismi di raccomandazione tra le persone, rifacendosi ai comportamenti di acquisto, alle abitudini di navigazione e alle recensioni di migliaia o milioni di utenti. Utilizzando questi dati, l’algoritmo decide quali libri diventano più o meno visibili ai nostri occhi.

La manifestazione più evidente di un algoritmo è la Classifica Vendite; la Top 100 su Amazon. Come suggerisce il termine, la classifica misura come un determinato titolo si colloca rispetto a tutti gli altri. Oltre ad avere una classifica vendite generale, uno store può anche avere una classifica vendite specifica per categoria. Un titolo potrebbe posizionarsi al 99° posto tra i bestseller, ma essere al 1° o 2° nella sua specifica categoria, ad esempio romanticismo o romanzo storico, ecc….

Va specificato che gli algoritmi di solito non si limitano ad un semplice conteggio delle vendite complessive. La maggior parte tiene conto, tra le altre cose, anche della velocità di vendita. Cioè, se un certo numero di acquisti avviene in un breve periodo di tempo, può verificarsi un improvviso salto del titolo in classifica, aumentandone così la visibilità e di conseguenza ancora le vendite. Infatti, i lettori tendono a guardare per prima i libri più venduti in un elenco, esattamente come avviene sui motori di ricerca. Un libro al 1° posto in classifica gode di maggiore reperibilità rispetto al 10° libro, e il libro al 10° posto avrà molti più acquisti di uno al 40° o al 1.000°.

algoritmo_raccomandazioni_Amazon

I rivenditori cercano comunque di ottimizzare i loro algoritmi per garantire un equilibrio tra la soddisfazione del lettore e la redditività. Alcuni rivenditori potrebbero privilegiare un libro al prezzo di 9,99 € su un libro di 0,99 €, visto che il libro più costoso produce più profitto, tuttavia, una raccomandazione scadente potrebbe compromettere la fiducia del cliente.

Per questo i rivenditori tendono a mostrare la famosa dicitura “I clienti che hanno comprato questo hanno comprato anche …”, sfruttando il fatto che a molti di noi piacciono lo stesso tipo di cose. Un buon algoritmo raccomanda libri che rientrano all’interno dello stesso campo di interesse, per genere o tema, del titolo che si sta esaminando in un dato momento.

Per rientrare all’interno di questo meccanismo sono fondamentali le valutazioni positive, le raccomandazioni degli acquirenti (libri che vendono bene tendono a diventare i più promossi all’interno del “Compra anche…”) e gli acquisti da parte di utenti attivi nella stessa categoria in cui è posizionata l’opera.

Le recensioni e il passaparola, essendo espressioni di soddisfazione o insoddisfazione dei lettori, agiscono in pratica come i pedali di un’automobile: le recensioni forti vi aiuteranno ad accelerare le vendite, mentre recensioni negative fungeranno invece da freno.
Tutto piuttosto lineare, no?

Tutt’altro invece. Pensate che lo scrittore Brent Underwood, qualche anno fa, ha realizzato un piccolo esperimento proprio per verificare l’efficacia dell’algoritmo di posizionamento di Amazon. Ha scritto un finto libro (una pagina con la foto del suo piede) ne ha acquistato 3 copie, due per sé e una per sua madre, e in poche ore “l’opera” era al primo posto nella classifica dei bestseller.

Il risultato dell’esperimento mette in luce le falle dell’algoritmo e, allo stesso tempo, ci mostra quanto sia diventata importante la cura dei metadati e delle parole chiave per il buon posizionamento di un libro online. Infatti, Underwood, oltre a scrivere letteralmente un libro con i piedi, ha avuto cura di inserirlo in una sotto-categoria di genere non molto popolare, “Massoneria”, in cui anche con una manciata di vendite si può risalire le classifiche di vendita.

Trucchi nella scelta dei metadati

I metadati sono l’insieme delle informazioni che vengono estrapolate da un libro affinché venga catalogato nelle librerie online. Ogni rivenditore utilizza i propri standard, ma in linea di massima è importante segnalare:

Tutti questi dati hanno un ruolo importante sia per la Reperibilità di un libro (per fare in modo che appaia tra i risultati delle ricerche dei lettori), sia per la sua Visibilità (ovvero, per fare in modo che venga “scoperto” anche quando il lettore in questione è alla ricerca di argomenti correlati al tema del vostro libro e non del titolo specifico).

In un’epoca di sovrabbondanza di libri e informazioni, giocare su entrambi i fronti diventa fondamentale. Secondo una studio Nielsen del 2012, ma valido oggi e credo ancora di più per il futuro, esiste una stretta correlazione tra metadati e performance di vendita.

MetadataSelling

Gli strumenti più potenti che gli scrittori hanno a disposizione per scegliere le giuste parole chiave da assegnare al proprio libro online, sono i motori di ricerca dinamici (Google, Amazon, LibraryThing). Questi consentono di individuare quali sono le parole o le frasi più utilizzate dagli utenti per le loro ricerche. Basta iniziare a digitale una parola nella casella di ricerca, che il motore la completerà con una serie di possibili termini correlati. Su Amazon, in particolare, è possibile affinare la selezione delle keyword per genere letterario.

Ecco un esempio estratto da Just Publishing Advice.

search

Amazon non da alcuna informazione su quanto spesso, o quante volte è stata ricercata una frase, ma che sia elencata è già un buon segno. Assicuratevi di stare cercando nella categoria più adatta per il vostro libro, così, una volta che avete una lista, potrete vedere anche il numero totale di libri che sono in competizione con il vostro in base ai termini che avete scelto. Se questo numero è molto elevato, avete realmente bisogno di affinare la vostra ricerca per sotto-generi.

Un numero maggiore di 1000 competitor, significa che dovrete lottare per apparire in una posizione elevata della classifica. Viceversa, se la parola chiave ritorna risultati al di sotto dei 1000 titoli, le possibilità che il vostro libro venga scoperto tra i risultati di ricerca aumentano drasticamente.

categories

Il problema è che mentre gli scrittori faticano a essere confinati all’interno di una categoria predefinita, perché molto spesso nello sviluppo di una storia i vari fili delle trame si sovrappongono ed è facile attraversare diversi generi, quando si è finalmente pronti a mettere il libro in vendita il distributore chiede inesorabilmente dove si vuole posizionarlo. E se si pubblica con Amazon si può scegliere solo fino a un massimo di due categorie!

Trucchi nella scelta delle categorie

Ecco che ci troviamo di fronte a una questione piuttosto spinosa. Magari avete scritto un libro che ha degli aspetti di mistero, ma non è un thriller; c’è del sesso ma non è erotico o si riferisce alla politica, ma non è strettamente sulla politica. La tentazione, per semplificarsi la vita, è quella di scegliere una categoria generale: Letteratura e Narrativa, Narrativa Contemporanea, ecc… Invece sarebbe molto meglio evitare questo genere di categorie. Innanzitutto, perché le librerie online hanno un modo pessimo di gestire la narrativa generale a differenza della narrativa di genere.

Classifica di Amazon per il genere Narrativa Generale

Ecco cosa Amazon intende per Narrativa Contemporanea

Non mi addentrerò in un dibattito su cosa distingue i due tipi di scritture o sulla qualità; è più interessante evidenziare che se sugli store non troviamo questa distinzione è perché gli algoritmi tentano di replicare il modo in cui i lettori stessi etichettano i libri. Pertanto il marchio di “Letteratura” sembra non avere alcuna influenza sul modo in cui li scelgono.

Voglio, a questo proposito, riportarvi la testimonianza apparsa su WritersDigest di Mark Ellis, autore di una serie investigativa ambientata nella Gran Bretagna della Seconda Guerra Mondiale.

Quando ho iniziato a scrivere ho dato poco peso al genere al quale avrei lavorato. Se gli amici mi chiedevano che tipo di libro stavo scrivendo, rispondevo che era una storia di detective. Frank Marin (il protagonista della serie, n.d.r) era destinato a essere il mio Maigret. Alcuni amici mi dicevano che, allora, stavo scrivendo una “police procedural”, altri usavano parole come “mistero”, “suspense”, “thriller” e “whodunnit”. Nessuno ha scelto la descrizione “narrativa storica”, anche se i miei libri appartengono chiaramente a quella categoria.

Quasi inevitabilmente, come la mia conoscenza storica del periodo progrediva, sono stato deviato verso il genere o sotto-genere dello spionaggio. Questo è il mio terzo genere – o forse dovrei dire il mio quarto, dopo la fiction romantica, visto che ho permesso a un piccolo amore di fiorire tra le pagine.

Avete notato? Per ogni genere con cui Ellis ha definito i suoi libri, non ha fatto altro che svelarci qualche dettaglio in più sulla trama. Se si fosse limitato a incastonarlo nel genere narrativa non ne sapremmo ancora assolutamente niente.
In fondo è la storia ciò che più importa ai lettori: assegnando a questa la categoria che meglio la descrive non facciamo che anticipare i lettori ciò che potranno aspettarsi.

E se due categorie vi sembrano davvero troppo poche per descrivere il vostro libro, potete sempre ricorrere alle giuste parole chiave.

I trucchi per apparire con un libro nella Top-100 di Amazon ultima modifica: 2016-03-14T19:53:46+00:00 da Sonia Lombardo
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