Genere, umore, tono, stile e tema di un romanzo, sono tutti strumenti che si possono impiegare per delineare quella che sarà l’esperienza di lettura del pubblico, ossia, stabilire a priori come vogliamo che ogni singolo lettore si senta mentre attraversa la storia. Vogliamo spaventarlo, eccitarlo, confonderlo?

Se dovessimo scrivere una storia per cui il pubblico debba sentirsi triste e addolorato, potremmo scrivere una scena che mostra un personaggio molto triste che piange, ma non risulterebbe così efficace come mostrare lo stesso personaggio felice, che finisce poi per perdere la cosa che lo rende tale. E’ lo spostamento tra due diversi e spesso opposti stati d’animo a coinvolgere il pubblico.

Un modo per scrivere un romanzo interattivo che colpisca davvero è concentrandoci sul creare attorno ad esso memorie e rituali.

Memorie

La definizione di una ‘memoria’ è semplicemente qualcosa mantenuto e raccontato nella mente. In quanto scrittori dobbiamo chiederci cosa esattamente vogliamo che il pubblico mantenga con sé della nostra storia.

In particolare, in un romanzo interattivo, esistono due modi per sviluppare tali ricordi: 1) pensando a cosa sarà spinto a ricordare il lettore, quindi, quali immagini, quali azioni quali idee e quali emozioni riguardanti l’universo narrativo in cui si trova immerso; 2) cosa avrà bisogno di ricordare per agire all’interno dello storyworld, quali eventi, circostanze e relazioni al fine di avanzare nel racconto.

Essere specifici su come desideriamo che il pubblico si senta, ci consente di connettere la scrittura alle emozioni. Se vogliamo che un lettore passi dal sentirsi intrappolato ad una sensazione di libertà, avremo bisogno di inserire nel racconto questi due tipi di spazi – chiuso/aperto – e drammatizzare la loro contrapposizione andando a ricostruire le motivazioni dei personaggi nel cercare uno spazio piuttosto che un altro.

Pertanto, oltre a stabilire le sensazioni del pubblico, bisogna capire anche come una certa iconografia, particolari colori o un particolare tono nella narrazione, possono essere utilizzati per scatenare il suo immaginario. Come vanno evidenziati i particolari che devono essere ricordati dal pubblico?

Rituali

I ricordi più forti non sono provocati dagli eventi, ma dalle azioni. I modelli di comportamento che mettiamo in atto intorno a certi eventi, per perpetuarne la memoria, diventano i nostri rituali: un insieme di azioni apprese e ripetute perché racchiudono un certo significato e peso emotivo. Attraverso i rituali leghiamo la memoria ad un’azione.

Per riportarli all’interno di una narrazione interattiva abbiamo bisogno di investire gli oggetti e le attività che ne fanno parte di significato. Questa è la base della suspense narrativa: permettere al lettore l’accesso ad alcune informazioni privilegiate per fargli sapere che un oggetto, un evento o un personaggio, sono forieri di qualcosa di più grande.

I rituali sono chiaramente definiti, hanno un modello ripetibile e devono essere eseguiti più e più volte per ottenere diversi esiti. E’ qualcosa che va al di là della semplice meccanica di gioco, stiamo chiedendo ai lettori di impegnarsi a richiamare la memoria per risolvere dei casi e far avanzare la storia. Devono modificare o manipolare l’ambiente in modi particolari o seguire procedure definite? Devono trovare, raccogliere, selezionare, assemblare, e devono farlo più volte?

L’idea centrale è che i ricordi più potenti sono costruiti coinvolgendo il pubblico in rituali che possono eseguire. Questo pone l’onere allo scrittore di incorporare nel racconto azioni ripetibili cariche di significato. In questo modo memorie e rituali diventano strumenti potenti per scrivere delle storie che lascino una traccia.

Si conclude così, augurandovi di scrivere storie indimenticabili, il ciclo di lezioni sulla scrittura interattiva. Insieme abbiamo appreso:

1) le principali differenze tra ebook, enhanced ebook e App;

2) come si costruisce un universo narrativo che stimoli l’interazione;

3) come ideare personaggi in cui il lettore possa immedesimarsi;

4) come inventare trame multiple;

5) come strutturare il percorso degli utenti all’interno del romanzo;

6) creare memorie e rituali per coinvolgere il pubblico nella lettura;

7) espandere l’intreccio di un romanzo secondo i modelli dell’ipertesto;

8) dove finisce una storia: 3 tipi di finale per un racconto interattivo;

9) 10 tipi di interattività che è possibile inserire in un racconto;

10) i generi della narrativa digitale.

La serie integrale su come scrivere e pubblicare romanzi interattivi è disponibile all’interno della Guida alla Letteratura 2.0 “Oltre L’eBook”.

2 trucchi per scrivere un racconto da non dimenticare ultima modifica: 2014-03-17T18:55:28+00:00 da Sonia Lombardo
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