Nelle slide, che seguono, trovate un riepilogo delle caratteristiche di alcune tra le migliori piattaforme di self-publishing recensite da Storia Continua fin qui. Ho ridotto il numero a 5 – Kindle Direct Publishing – StreetLib SelfPublish – Youcanprint – Ilmiolibro.it – Lulu – ovvero a quelle che a fronte di una spesa iniziale minima, a volte pari a zero, permettono di ottenere i maggiori guadagni dalla vendita dei libri, e distribuirli in formati multipli.

Ho scelto Kindle Direct Publishing perché pubblicare un libro con KDP significa poterlo vendere direttamente su Amazon, ecommerce per eccellenza, su cui passa il 50% di tutte le vendite dei libri online.
Per contro il sistema di Amazon ti chiude un po’ in un recinto, il formato disponibile per gli ebook è solo per gli ereder Kindle e se vuoi usufruire dei servizi di promozione devi concedere in cambio l’esclusiva, senza poter distribuire il tuo libro su nessun altro sito web, nemmeno il tuo personale.

Ho scelto StreetLib perché la visione di editoria di questa azienda è soprattutto digitale, quindi rende semplice la vita degli autori che in pochi clic possono scrivere, pubblicare (con ISBN gratuito) e distribuire attraverso un’ampissima rete di librerie online; in più guadagnando due volte con il sistema Sell.
Per contro il cartaceo viene distribuito solo su Amazon e poche altre librerie, in modalità Print on Sale (ma è davvero un aspetto negativo?).

Se si parla di cartaceo allora Youcanprint appare la scelta più conveniente, anche se credo sussista ancora un grosso equivoco: è vero che distribuisce in più di 4mila librerie fisiche, ma la modalità è sempre quella della stampa su richiesta. Attenzione perciò, il lettore deve ordinare il vostro libro in negozio prima di poterlo acquistare.
Pro: va riconosciuta a Youcanprint la capacità di innovarsi, la piattaforma è arrivata alla versione 4.9 e cerca sempre di offrire nuove opzioni agli autori. Ad oggi, ad esempio, è l’unica che dia la possibilità di pubblicare un audiolibro; visti i numeri che sta registrando il settore è un’occasione da non lasciarsi sfuggire.

Ilmiolibro.it l’ho scelto perché, malgrado sia economicamente meno abbordabile delle piattaforme di self-publishing elencate sopra, pone molto l’attenzione sull’aspetto sociale e ludico della scrittura. L’idea dietro la comunità online e i premi è che il giudizio sulla qualità delle opere debba partire dal basso, dai lettori o dagli stessi scrittori, con tutto ciò che ne consegue (critiche comprese).
Per contro, molti autori scelgono ilmiolibro per essere presenti nel circuito Feltrinelli, sebbene sia necessario pagare per accedervi.

Lulu andava menzionata, anche solo perché è la più longeva; in un’epoca in cui le startup nascono e muoiono nell’arco di pochi mesi, suona come un punto a favore, no? L’offerta non è molto cambiata dagli inizi – puoi pubblicare in formato ebook o cartaceo un libro e venderlo sulle principali librerie internazionali – ma resta comunque quella che permette di ottenere le più altre percentuali di guadagno, come mostrano anche le slide.

Scegliere la giusta piattaforma di self-publishing

A fronte dell’offerta sempre più ampia, diventa arduo per un autore decidere quale sia il servizio di autopubblicazione che più si adatti alle sue esigenze. Io personalmente ho iniziato con Smashwords, l’unico che nel 2012 offrisse l’ISBN gratuito e che in un solo colpo ti permettesse di convertire un file .doc in un libro digitale (epub, mobi, pdb, html). Poi sono passata su quella che all’epoca era Narcissus per ampliare la distribuzione nelle librerie online italiane, e infine ho condotto un breve esperimento con KDP per l’ultimo ebook della serie di Storia Continua, uscito alla fine del 2017. Tutti questi passaggi, credo, dimostrino che esiste un unico parametro cui attenersi se si vuole pubblicare un libro in self-publishing: un autore deve poter fare ciò che vuole; non deve in alcun modo sentirsi vincolato a un’unica piattaforma o modalità di distribuzione. Anche se, come abbiamo visto, i servizi opzionali alla pubblicazione sono tantissimi, nessuno deve venire vincolato all’acquisto con una qualsivoglia clausola nascosta nei termini d’uso.

Per approfondire: Contratto di (auto)pubblicazione: 4 clausole indispensabili

Un volta essersi assicurati di poter rimanere in pieno possesso dei propri contenuti e relativi diritti d’autore, allora si possono prendere in considerazione anche altri criteri nella scelta del giusto servizio di self-publishing, ovvero:

i formati disponibili (ebook, cartaceo, audio);
la rete di distribuzione (librerie fisiche, digitali / ampia o esclusiva);
le percentuali trattenute sui guadagni (dal 20% al 40% in media);
costo dei servizi proposti a fronte dei guadagni (stampa, copertine, ISBN, pubblicità).

Per avere un quadro completo e sempre aggiornato delle piattaforme di self-publishing, attive sia in Italia che all’estero, potete consultare le tabelle disponibili su SocialCompare e nell’ebook “Self-publishing a Confronto”, dove trovate indicati anche i costi richiesti, da ogni piattaforma, per pubblicare il vostro libro online.

Le 5 migliori piattaforme per il self-publishing in Italia ultima modifica: 2015-09-07T14:52:07+00:00 da Sonia Lombardo
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