Perché gli annunci Amazon non funzionano per promuovere un libro

Non è più una novità, sono già passati diversi mesi da quando Amazon ha aperto la piattaforma pubblicitaria anche agli autori KDP italiani. Sembrava dovesse essere una grande svolta quella verso il cosiddetto pay-to-play, che avrebbe messo in discussione tecniche di promozione ormai consolidate nell’ambito degli ebook e la loro stessa opportunità di rimanere a galla nelle classifiche di vendita. In realtà, la diffusione degli annunci, almeno in Italia, non ha causato forti scossoni e sono in molti a non dichiararsi sostenitori della pubblicità a pagamento per i libri su Amazon.

Personalmente mi sono chiesta se le sponsorizzazioni mettessero in discussione tutto quanto appreso sul funzionamento degli algoritmi che regolano il Rank di classifica, in particolare del Kindle Store, e se certi meccanismi potessero ancora essere influenzati lavorando al meglio sui metadati del libro. In pratica mi sono chiesta: non è che devo togliere di mezzo la guida MxE per via di questi Amazon ADS?

La faccio breve, la risposta è no visto che ne ho da poco lanciato una seconda edizione con un approfondimento proprio dedicato agli Sponsor Product, che però è il frutto di una serie di esperimenti non sempre di grande successo. Infatti, se la prima edizione aveva sempre tenuto un discreto posizionamento in classifica, conquistandosi il banner Bestseller diverse volte anche a distanza di più di un anno dalla pubblicazione, da quando ho iniziato a promuovere la guida con gli annunci sponsorizzati, il Rank ha subito un inesorabile calo. Poco male, chi ha letto la guida sa che il suo scopo è proprio illustrare da vicino l’efficacia o meno di tecniche promozionali, da cui prende spunto la scrittura stessa (e viceversa).

Dunque mentre lavoravo alla seconda edizione ho iniziato a studiare gli Amazon ADS partendo dal corso di David Chesson di Kindlepreneur, che tante volte mi è venuto in soccorso per scoprire aspetti inesplorati dell’autopubblicazione. Ho seguito i suoi consigli alla lettera: ho individuato oltre 300 keyword basandomi sui titoli Bestseller di classifiche pertinenti con l’ebook; ho alzato i Bid quel tanto che bastava per emergere dalla competizione. Il risultato?

Un disastro su tutta la linea.

Pochissime vendite, un rapporto sulla spesa dieci volte superiore al minimo consigliato per rientrare dell’investimento e una perdita anche del posizionamento organico. Come mai una tale disfatta, se l’ebook vendeva bene di per sé?
Continuando a studiare credo di essere riuscita a individuare quelle che, secondo la mia esperienza, sono le 3 principali problematiche da affrontare quando si promuove un libro con gli Amazon ADS.

Keyword con poco traffico

Quello che ho capito è che gli annunci vanno approcciati come parte di un a piano promozionale più ampio, e un piano per avere successo deve essere basato sulla tipologia specifica del libro, pertanto non possono esserci delle linee guida applicabili a tutti e che funzionano in ogni caso.

Strategie targeting Amazon ADS

Ne consegue che categorie e parole chiave che contraddistinguono meglio un libro non è detto siano tra le più cercate e cliccate sullo store online, perciò non importa se ne usi 30 o 300 come target per gli annunci, se non hanno un traffico significativo. A meno di non scegliere keyword che hanno poco a che fare con il libro stesso, ma in questo caso l’annuncio con il tempo perderebbe comunque di rilevanza.

La mossa giusta sarebbe quella di individuare in anticipo le chiavi di ricerca più utilizzate sullo store per il genere di libro che si intende pubblicizzare e assicurarsi di inserirle anche nei metadati. Parole chiave con un buon traffico sono indicativamente quelle che mostrano oltre un migliaio di risultati, ma non solo, i titoli in elenco dovrebbero avere un buon Rank in classifica vendite, sotto #5.000. Ciò significa che si può sfruttare la loro visibilità utilizzandone i titoli, i nomi delle serie e degli autori come target keyword degli annunci, se sono in linea con il libro da promuovere. Attenzione perché la relazione tra target e annuncio non si basa soltanto sul genere e gli argomenti trattati; se, ad esempio, si vuole promuovere un ebook, è inutile puntare su libri cartacei, se non si è nel programma Select, è inutile puntare ai titoli presenti in Kindle Unlimited e così via, perché le persone raramente deviano dalle proprie abitudini di lettura.

Chiaramente più si restringe il target degli annunci e più consistenti dovranno essere le offerte per sperare di ottenere visibilità per la propria campagna.

Strategia offerte Amazon ADS
Strategie di offerta basate su CPC, via advertising.amazon.com

Offerte poco competitive

Generalmente il costo medio di un clic, indicato sulla piattaforma come CPC, è inferiore alle offerte suggerite, questo significa che si può scommettere anche al rialzo su un’asta. Ma quando il divario tra CPC e offerta si restringe, per una determinata parola chiave, allora ci troviamo davanti a un’alta concorrenza.
Come bisogna comportarsi in questi casi dipende dal tasso di conversione dell’annuncio, ovvero da quanti clic sono necessari per effettuare una vendita (istruzioni nell’immagine sopra).

Se questa strategia di offerte al rialzo però non genera maggiori visualizzazioni dell’annuncio, bisognerebbe allora valutare l’ammontare del traffico per il metodo di targeting scelto, se non addirittura quanto sia rilevante il libro per quel metodo di targeting.

Titoli poco commerciali

Smentitemi se la vostra esperienza con gli Amazon ADS è stata diversa, però sono convinta che non tutti i libri siano adatti per essere promossi tramite annunci sponsorizzati, a meno di non mettere in conto un rientro della spesa sul lungo termine. Come spiego nella guida, se l’obiettivo di una campagna è stimolare le vendite organiche per vedere degli spostamenti significativi in classifica, bisognerebbe puntare su titoli che hanno già un alto potenziale. Su questo le recensioni giocano un ruolo di primaria importanza poiché chi ha cliccato su un annuncio avrà maggiori stimoli a completare la vendita, rassicurato dalle opinioni degli altri lettori.

In breve, se un prezzo competitivo incide sul tasso di clic ottenuti da un’inserzione, una valutazione di 4-5 stelle avrà un grande impatto invece sui tassi di conversione di un annuncio e quindi sul rientro della spesa pubblicitaria.

La prova del potere delle recensioni sui libri online

E per chi ha un libro nuovo o che non ha ancora ottenuto recensioni? Per fortuna gli Amazon ADS si rivelano uno strumento preziosissimo per individuare la propria nicchia di mercato e testare l’interesse del pubblico.

Se volete saperne di più vi invito a scaricare la nuova edizione della guida in preordine a fino al prossimo 31 gennaio. Spoiler alert: sì, i metadati restano la nostra arma segreta anche per creare buoni annunci.

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Una risposta

  1. Commento anche qui con la mia esperienza.
    Ho usato tre sponsorizzazioni per tre libri: uno dal preorder, uno già uscito e che vende discretamente e un altro che non vendeva da mesi. I primi due sono romanzi, il terzo un manuale. Per il primo ho attivato una campagna su parole chiave individuandone molte grazie anche all’utile KDSPY, per gli altri due ho usato i prodotti singoli. La campagna del preorder è andata bene, anche se ha impiegato un po’ a decollare. Quella sul romanzo che non vendeva da mesi è stata la più appagante, ma perché ho usato un’offerta minima più elevata rispetto a quella richiesta. La campagna del manuale è stata un flop: pochi clic e zero vendite. Al momento tutte le campagne sono sospese perché ultimamente pagavo più di vendere. Questa breve esperienza mi ha portato a capire che è necessario analizzare bene ogni aspetto degli ads di Amazon e che non tutto è così immediato. E soprattutto: molto dipende dal libro, dal genere, e soprattutto, perdonate la ripetizione, da copertina e descrizione. Se non sono accattivanti quelle, i lettori possono non cliccare o, alla peggio, cliccare ma non comprare. Quindi tanti parametri andrebbero considerati. Grazie, Sonia ,per il tuo articolo e per la tua esperienza.

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