“La scelta su come pubblicare deve essere fatta a seconda del libro. Credo nelle capacità dell’autore di saper scegliere cos’è più giusto per i suoi libri e il suo lavoro”.

Joanna Penn

Alcuni libri sono commerciali abbastanza da essere accettati da un editore, che crede di poterci guadagnare. Certo, esistono editori che pubblicano libri per puro amore e non per denaro, ma ci sono comunque i conti da pagare.

Naturalmente tanti grandi libri non vengono considerati dal mercato e gli autori si sentono impotenti davanti a questo rifiuto. Molti di loro hanno avuto brutte esperienze e sentono un rancore giustificato nei confronti dell’industria. Ma certi libri semplicemente non sono adatti all’editoria tradizionale.

La cosa entusiasmante dei nostri tempi, però, è che questi libri possono essere comunque pubblicati in modo indipendente. L’autore può diventare editore di se stesso e farlo anche straordinariamente bene.

Non significa che gli autori dovrebbero smettere di provare a ottenere un contratto tradizionale, se vogliono. Ribadisco che dovrebbero essere in grado di fare una scelta a seconda del tipo di libro prodotto:

  • è un libro al quale un editore tradizionale potrebbe essere interessato?
  • Voglio cedere ogni controllo su questo libro?
  • Oppure, è un progetto di cui preferisco avere la totale direzione creativa?

Poiché la maggior parte degli autori scrivono più di un libro (ammettiamolo, c’è tanta creatività in giro); un sacco di libri scritti significa anche un sacco di scelta in più.

Ci sono già autori che gestiscono un modello ibrido e sono alcuni degli autori di maggior successo oggi. Ma se si sta appena iniziando il viaggio nel mondo della pubblicazione, si deve scegliere tra l’uno o l’altro.

Partiamo allora da una serie di dati reali che meglio illustrano la strada che si dovrebbe intraprendere.

$ 24.480 vs. 5.242 $

Questo primo confronto è preso in prestito da una presentazione di Dana Beth Weinberg all’ultima conferenza Digital Book World, che ha illustrato come a parità di scrittura e visibilità, un autore indipendente può guadagnare molto più di uno scrittore tradizionalmente pubblicato.

Indie-Math

Gli scettici potrebbero sottolineare quanto sia difficile per l’autopubblicato trovare quei 3.000 fan devoti indicati nell’infografica, ma lo stesso si può dire per l’editoria tradizionale. E c’è anche un altro fattore da considerare:

il 2 vs 20.

Una volta che il vostro manoscritto è finito e si decide di autopubblicarlo, ci si può aspettare di vedere il libro sui rivenditori online come Amazon, Barnes & Noble, Kobo, ecc.. entro due mesi. Mentre, la fine del processo di pubblicazione tradizionale può prendere tra 18 e 24 mesi.

Ora, se vero che il tempo è denaro, pensate a quanti racconti brevi si potrebbero autopubblicare nell’arco di 18 mesi, facendo lievitare il potenziale di guadagno, secondo il confronto fatto dalla Weinberg, di almeno 2 o 3 volte.

5% vs 100%

Sempre rimanendo nell’ambito delle tempistiche, è innegabile che per alcuni degli autori di maggior successo ci sono voluti anni prima di trovare agenti e editori disposti a dare loro un’occasione. Questo perché l’editoria tradizionale, ormai, non può permettersi il rischio di puntare su nuovi autori non testati. Di conseguenza, questi ultimi non potranno mai sperare di ottenere un contratto editoriale, che nella prospettiva più ottimista gli riserva un 5% dei guadagni, senza avere una base solida di fan da cui partire.

Se con il self-publishing la vostra scrittura sarà immediatamente disponibile a milioni di potenziali lettori, una volta imboccata questa strada non c’è nulla che vi impedisce di raggiungere il vostro obiettivo nel futuro, prendendo solo il meglio dai due mondi: Self-publishing & Editoria tradizionale.

Come sostiene lo scrittore Hugh Howey, il contatto (o contratto) con un editore, per uno scrittore autopubblicato, diventa solo la consacrazione del proprio successo. Ma per arrivare a questi livelli bisogna prima essersi assicurati 1) di scrivere bene, 2) di aver conquistato l’attenzione dei lettori. Il self-publishing non può essere affrontato come un ripiego per aspiranti delusi, bensì come la messa in atto di una piano ben studiato, spesso sul lungo – lunghissimo – termine, per avviare la propria carriera.

marketing ebook

Se decidete di voler essere scrittori, la vera domanda è: quanto tempo avete a disposizione?

Non che i tempi di risposta di un editore tradizionale siano più rapidi, ma il self-publishing vi dà l’occasione di pubblicare immediatamente un primo romanzo e mettervi subito al lavoro sul secondo e poi ancora sul successivo, meglio se dello stesso genere o come parte di una serie. Pubblicare romanzi in serie significa, infatti, non starsene con le mani in mano nell’attesa di un responso, ma costruire, volume dopo volume, la propria base di lettori. Passare da un genere all’altro, o da un editore all’altro, è come ricominciare da capo a individuare un nuovo target a ogni nuovo libro.

Certo, autopubblicare non vi farà magicamente ottenere l’attenzione di un agente o di un editore, ma vale la pena di testare il mercato, per non farvi trovare del tutto impreparati. Cercate di sapere in anticipo quanto è vendibile il vostro lavoro studiando le classifiche di vendita delle librerie:

– la categoria in cui rientra il vostro romanzo è molto competitiva o è un genere di nicchia?
– il suo trend è in crescita?
– vende meglio in formato digitale o cartaceo?
– chi sono gli scrittori che hanno avuto maggior successo in questo ambito e come si sono mossi?

Se riuscirete a rispondere anche solo a qualcuna di queste domande, sarete già sulla buona strada per la pubblicazione. Non vi resta che compiere i passi successivi.

Editoria tradizionale e Self-publishing non si escludono reciprocamente ultima modifica: 2012-05-25T19:56:10+00:00 da Sonia Lombardo
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