Nella definizione di Civile.it, Social DRM è una etichetta che identifica il compratore di un ebook.

Chi paga per un ebook lo riceve personalizzato con il proprio nome, con la propria email. Così, se l’ebook viene distribuito, si sa chi e’ stato il primo a distribuirlo in violazione dell’eventuale licenza d’uso.

E’ evidente che chi paga ha meno interesse a diffonderlo. E’ anche evidente che comunque chi voglia distribuirlo cercherà di cancellare il nome prima della distribuzione. In ogni caso e’ un metodo che non penalizza il compratore ma ricorda solamente che non può distribuire l’opera.

Come tutti i sistemi non e’ infallibile, affatto. Ma e’ una licenza che ha aspetti positivi di promozione nel momento in cui viene proposta.

Perché utilizzare i Social DRM

Estratto dal Corso ebook e futuro del libro a cura di Gino Roncaglia

La balcanizzazione dei formati e delle politiche di DRM va dunque combattuta, e la battaglia per avere contenuti ragionevolmente liberi di migrare da una piattaforma a un’altra, di essere usati su computer da scrivania se siamo impegnati in una lettura lean forward attiva, associata ad esempio al prendere note e allo scrivere, ma anche su lettori dedicati per la lettura lean back e in mobilità, è una battaglia non solo di ‘comodità’ per l’utente, ma anche di rilevanza culturale e sociale.

Modelli alternativi di DRM, che propongono l’uso di standard condivisi, esistono. E proprio per la ‘neutralità’ di ePub rispetto agli strumenti di protezione dei contenuti, possono essere facilmente implementati utilizzando tale standard.

Ci sono diverse tecniche per farlo: ad esempio, attraverso le cosiddette ‘filigrane’ digitali. Questo lascerebbe all’utente un file normale, che può essere spostato senza problemi da un dispositivo all’altro, che non si autodistrugge dopo un certo numero di passaggi di scaffale, che può essere acquistato su qualunque piattaforma (giacché il meccanismo di creazione della filigrana sarebbe unico e standard) e letto su qualunque lettore. Ma l’utente non sarebbe incoraggiato a copiarlo e distribuirlo illegalmente in giro: facendolo, ogni copia si porterebbe dietro anche il suo nome, e nel farlo denuncerebbe il suo crimine.

L’idea, naturalmente, corre subito all’ex-libris: il social DRM si configurerebbe come una sorta di ex-libris (e potrebbe essere addirittura reso ‘attraente’ associandolo, come nel caso dell’ex‐libris, a un’immagine e/o a un motto scelti dall’utente e applicati al frontespizio dell’ebook).

Sicuramente salterebbero fuori programmi per rimuovere la filigrana digitale, o per intestare il libro a utenti fittizi. Il problema delle copie pirata, insomma, non sarebbe risolto. Ma l’ex-libris digitale – se ben realizzato – potrebbe offrire al lettore una ragione ‘d’immagine’ in più per mantenersi nell’ambito della legalità, e comprare i propri libri. E la semplificazione nella gestione dei contenuti eliminerebbe un forte incentivo alla pirateria, quello rappresentato proprio da politiche di DRM cervellotiche e assai scomode per l’utente.

Strumenti per la gestione dei Social DRM

Ad oggi Apogeo Editore distribuisce le sue pubblicazioni digitali con DRM sociali e anche StreetLib consente l’applicazione dello stesso sistema di protezione sulle opere autopubblicate. Sicuramente ce ne saranno molti altri (e vi invitiamo a segnalare gli editori “social” nei commenti) ma esistono anche degli strumenti che consentono la gestione in autonomia dei file di protezione. Uno in particolare è BooXtream, leader nelle tecnologie di personalizzazione per l’editoria.

Ecco come viene descritto il suo funzionamento via Scoop.it

BooXtream legge il nome del cliente, l’indirizzo email e l’id dell’ordine (fornita dal negozio).
Successivamente codifica questi dati in una serie di filigrane digitali ridondanti visibili e no. Tutte le informazioni visibili sono opzionali e possono prevedere:

– inserimento di una pagina Ex Libris (immagine con il nome del cliente), che può essere personalizzata con il nome dell’editore e del cliente;

– ogni capitolo può includere un testo personalizzato a piè di pagina;

– l’ultima pagina può contenere una dichiarazione di non responsabilità e il logo.

Il tutto senza compromette la compatibilità di lettura e garantendo l’efficacia degli algoritmi di protezione, che codificano in tempo reale le informazioni non solo dell’editore, ma anche del cliente e del negozio online.

Allora, cosa preferite per i vostri ebook?

Pubblicare ebook con Social DRM: alcune ricerche sul tema ultima modifica: 2012-11-23T13:18:34+00:00 da Sonia Lombardo
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