Da quando si è diffusa la notizia che le vendite degli ebook hanno superato quelle dei libri cartacei, in molti si domandano che fine faranno allora questi libri. C’è chi sostiene siano destinati a sparire del tutto, dopo un lento ed inesorabile declino e chi, invece, crede fermamente che carta e digitale possano benissimo continuare a convivere (dibattito che ricorda molto quello sulla sopravvivenza dei giornali dopo l’avvento del Web…).

Ma c’è un punto su cui le opinioni di tutti sembrano concordare, ossia, che il cambiamento o rivoluzione, che dir si voglia, non riguarda semplicemente il nostro modo di leggere, ma è un mutamento più profondo, culturale. Come scrive anche Granieri su LaStampa.it ” una trasformazione del modo in cui le nostre società gestiscono la conoscenza”.

Certo, protagonisti di tale cambiamento sono le tecnologie, gli editori che dovranno ripensare tutto il loro approccio al mercato, ma soprattutto gli scrittori. Perchè, probabilmente non ci sarà alcuna rivoluzione senza nuovi contenuti “rivoluzionari”.

Ecco, ad esempio come si conclude la guida “L’ebook spiegato in 20 pagine” di Liberitutti:

Oggi gli ebook non sono che un’imitazione elettronica dei tradizionali libri di carta, ma perchè limitarsi a questo quando quando ci si può sbizzarrire ad inventare modi di scrivere totalmente nuovi? [..] Quello che stiamo facendo oggi con gli ebook è più o meno quello che si faceva agli albori del cinema: si piazzava una cinepresa difronte ad un palco e si trasferiva sulla pellicola uno spettacolo scritto per essere rappresentato tra le quinte di un teatro. E sappiamo bene come è andata a finire, per fortuna…

Quindi, all’interno interminabile dibattito “ebook si ebook no”, bisognerebbe anche interrogarsi sul futuro degli scrittori. Se il quadro è quello delineato da Granieri, di un boom di libri autoprodotti e pubblicizzati, al quale non seguirà un incremento altrettanto significativo di lettori, bhè, allora, il mestiere dello scrittore è destinato a cambiare radicalmente. Un autore, che vorrà sopravvivere al cambiamento, dovrà essere anche capace di costruire il proprio successo dando vita intorno a se una vera e propria comunità di lettori.

Gli strumenti disponibili sono la rete, i blog, i social network. Ed è un lavoro centrale, che inizia appena si è confezionato il libro. Gli autori partono molto avvantaggiati in questo [..] perchè gli autori che si pubblicano da soli hanno meno da difendere e possono adottare strategie più aggressive, in grado di modificare le abitudini dei lettori sulle soglie di prezzo.

Ma il prezzo è solo una delle cose che cambieranno. Il resto è abbastanza imprevedibile: la battaglia si farà sulle idee, sull’innovazione, sulla sperimentazione, sulla «socialità»[..]

Un tassello in più al quadro lo aggiunge Francesco Cataluccio, autore di Che fine faranno i libri?, che nella sua intervista a Sul Romanzo, si sofferma anche sull’aspetto del diritto d’autore e del libero accesso alle opere sul Web. A domanda risponde:

Internet sarà sempre di più una vetrina, senza filtri, della creatività. A ciascuno sarà possibile gettare, come un messaggio in una bottiglia, i suoi scritti nel vasto mare della rete, con possibilità maggiori di raggiungere un pubblico e perché no?, un editore. Ma anche per gli scrittori già affermati, Internet sarà un modo per diffondere meglio le proprie opere e idee. E quando tutto sarà gratuito e in circolazione senza limiti, proprio grazie alla Rete gli autori potranno promuovere i loro incontri a pagamento e tutte le altre iniziative attraverso le quali sarà possibile guadagnare in futuro con la propria creatività (come avveniva prima che nascesse l’industria editoriale: Omero o Ariosto non vivevano di “diritti d’autore”!).

Che fine faranno gli scrittori? ultima modifica: 2011-05-31T20:39:06+00:00 da Sonia Lombardo
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