Questa volta lo abbiamo chiesto al team di esperti della start-up del Polo tecnologico di Navacchio (Pisa), goWare, forti non soltanto delle loro conoscenze in ambito tecnologico, ma anche dell’esperienza maturata all’interno di Thèsis Contents, sul mercato da 25 anni come service editoriale.

App

“La congiunzione di queste due esperienze, quella a matrice editoriale e quella a matrice tecnologica, dovrebbe permetterci di affrontare la sfida dei contenuti digitali con un armamentario equilibrato senza essere troppo sbilanciato” ci spiega Mario Mancini, marketing manager di goWare e redattore dell’ebook di prossima uscita “Media digitali. Ci siamo!”.

“Al momento abbiamo una sessantina di applicazioni di matrice editoriale su AppStore ed entro la fine del 2012 dovrebbero esserci altrettanti e-book a marchio goWare“.

Chi meglio di loro, allora, avrebbe potuto spiegarci cos’è un enhanced e-book?

L’enhanced book è l’evoluzione dell’e-book e il primo stadio del distacco dalla forma libro. È un po’ quello che è successo nel 1902 al cinema con il teatro dopo “Viaggio nella luna” di Georges Méliès. Ma senza andare a pescare nella storia delle arti, semplicemente si può dire che l’enhanced e-book deve offrire, prima di tutto, quello che il libro non può avere: video, audio, collegamenti alla rete e forme primitive di interattività. Per ora sono degli extra, cioè qualcosa che c’entra poco il core del contenuto nel senso che se ne può fare anche a meno; ma c’è da star sicuri che c’è in giro qualche Meliès che ci mostrerà la strada di un contenuto veramente sintetico.

Finora non era possibile neppure tecnicamente realizzare un enhanced e-book: l’ePub2 non lo consentiva proprio. Oggi con l’ePub3, e soprattutto grazie agli sforzi della Apple di portare questa soluzione su iPad, è possibile cominciare a realizzare produzioni veramente enhanced che possono essere anche molto sofisticate come è “The Beatles Yellow Submarine” disponibile su iBookstore. I libri per bambini sono il primo campo di applicazione con risultati buonissimi.


Ma allora che cosa ce ne facciamo oggi dell’enhanced e-book?

L’enhanced e-book oggi ha due ragioni d’essere: una riguarda il contenuto stesso della narrazione, l’altra è prettamente commerciale. La prima è una faccenda piuttosto complessa, la seconda è più semplice da spiegare.

Come ci hanno mostrato alcuni grandi editori USA, un paese dove l’e-book non si discute e basta ma è il 50% del mercato, l’enhanced e-book sostiene il prezzo del libro digitale che i lettori vorrebbero rasato, ma che rasato non può essere come sa ogni piccolo e grande editore o autore del pianeta. Per un e-book con video e altri extra il lettore può essere disposto a pagare anche 15 dollari, per un e-book clone di un libro no: si vuole pagare meno di 10 dollari, cioè meno della metà del suo gemello di carta. Quindi, autori, se volete farvi pagarvi il ristorante dalla scrittura, andate oltre le parole. “Go Beyond the Reading Experience” suggerisce all’industria del libro Alan Cannistraro dell’ibook team di Apple.
Negli USA gli enhanced e-book di cucina e informatica dell’editore Wiley costano più dei libri e vendono anche di più. Sono libri pratici e il vedere aiuta di più del leggere.

Tornando al contenuto, quali caratteristiche dovrebbe avere un romanzo per diventare un enhanced e-book?

Non sono uno scrittore e neppure une editor, ma credo che neppure Stephen King saprebbe rispondere bene a questa domanda. Non abbiamo più neanche Roland Barthes a cui chiederlo. Una videointervista all’autore o una recensione video di un critico non fa di un e-book un enhanced e-book.
Nel giustificare il minimalismo del Kindle, Jeff Bezos, il capo di Amazon, ha detto: “Che cosa possiamo aggiungere ai Miserabili, a Guerra e Pace?”. Sottintendendo niente.

Il giovane scrittore irlandese David Gaughran su “IndieReader” ha scritto con argomenti condivisibili “Stories Don’t Need Enhancements”. Quindi non c’è nessuna ragione di scapicollarsi a inventare nuovi format per le storie che siano dettati da esigenze differenti da quelle della narrazione.

Allora lasciamo perdere…

No, qualcosa onestamente si può fare e penso che un lettore, come potrei essere io, potrebbe gradire questo sforzo e premiare il risultato anche in termini economici. Prendiamo i due esempi che porta Jeff Bezos. Leggendo “I Miserabili” quante volte ho cercato di figurarmi la Parigi che percorre Jaen Valjean per fuggire da Javert o salvare Marius, ferito sulle barricate dell’insurrezione del 1832. Sarebbe stato bello poter interrompere la lettura e portarsi sulla mappa di Parigi per vedere questi percorsi e anche che cosa rimane oggi di quella topografia. Prendiamo gli spostamenti degli eserciti durante la battaglia di Borodino descritti in “Guerra e Pace”. Sarebbe stato altrettanto bello poter toccare un pulsante e vedere, come in un risiko, i movimenti delle armate francesi e russe nella piana di Mosca così come li descrive Tolstoi. Ecco due “enhancements” di cui ci sarebbe molto bisogno. Infatti stiamo pensando di varare una collana di enhanced e-book di classici dove introdurre inserti di questo tipo.

È complicato auto produrre un enhanced e-book? Può bastare iBook Author?

iBook Author è un buon punto di partenza. Chiunque con un po’ di buona volontà e voglia d’imparare può usarlo. Il risultato può essere anche discreto. La cosa migliore è però quella di convincere il proprio editore a investire in questo formato o stringere un’alleanza con un partner tecnologico. In questo caso viene a congiungersi il meglio dei due mondi, quello creativo e quello imprenditoriale. Da sempre l’editoria è un mix di creazione e imprenditorialità e tale resterà anche nell’epoca del digitale.

Cosa farsene dell’enhanced book? ultima modifica: 2012-04-10T03:05:47+00:00 da Sonia Lombardo