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Infiniti Mondi, un marchio di qualità per scrittori indipendenti

Terzo ed ultimo appuntamento con Stefano Lanciotti, promotore di Scrittorindipendenti.com, portale dedicato a chi come lui ha scelto la strada dell’auto-pubblicazione per emergere da quello che considera un mondo editoriale, il nostro, “a dir poco stagnante”.

Il portale è una proposta, ci auguriamo, nuova. Parte come un sito dove si possono trovare recensioni di libri di autori emergenti: accezione piuttosto ampia che include esordienti, autopubblicati, pubblicati da piccole case editrici e via dicendo. Questo però è solo l’inizio, che se vogliamo è anche il modo di conoscere e avvicinare i potenziali futuri partecipanti all’iniziativa. Lo staff sarà, infatti, composto di soli scrittori, accuratamente selezionati, che dovranno fungere da forza motrice.

Il passo successivo sarà quello di farne un punto di accesso al mondo degli scrittori emergenti, un portale di riferimento dove le recensioni permettono di districarci in questo mondo variegato (evitando le inevitabili porcate) e le discussioni su di esse sono fatte da un pubblico di qualità letteraria elevata.

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Il self-publishing, si impara

“SELFPUBLISHINGLAB”  WORKSHOP

Pubblicare il proprio libro ai tempi degli ebook

Strumenti e tecnologie per chi scrive

15 giugno 2012 – Marina Romea (RA) – 9:30/17.00

Una full immersion per impadronirsi degli strumenti che servono per pubblicare e diffondere il proprio libro con il massimo della qualità e dell’efficacia che la tecnologia ci permette oggi.

Autopubblicarsi non è facile, ma può dare grandi soddisfazioni. Un po’ della fatica necessaria può essere risparmiata percorrendo le orme di chi ha iniziato da tempo accumulando esperienza sul campo. In questa giornata il focus sarà sugli strumenti operativi: da quelli per l’editing e la scrittura a quelli per la conversione tecnica e per la diffusione e la promozione della propria opera. Una giornata su strumenti specifici per gli autori con professionisti cui fare domande specifiche. Continued…

Posted in e-book, eventi letterari.

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Il Self-publishing di successo passa per i Blog letterari

Costruirsi una buona reputazione e una comunità di lettori attenti e partecipi, immettendo online contenuti di qualità. Sembra questa l’unica strada per gli autori indipendenti di ottenere un successo solido e duraturo.

Nulla a che vedere, quindi, con tecniche ingannevoli (false recenzioni o acquisti) per raggiungere le vette delle classifiche di vendita. Il rischio è sempre e comunque quello di finire nel dimenticatoio dei libri autoprodotti.

Lo suggeriscono da tempo i guru del selfpublishing made in USA e adesso che è boom anche in Italia, chi vuole emergere ha bisogno di offrire qualcosa di più di una semplice vetrina. Soluzioni all inclusive, come quelle che da pochi giorni offre Bookmatch sul suo sito.

Servizio ideato da Youcanprint in collaborazione con DgLine, una delle prime web agency italiane specializzata nello sviluppo di portali e progetti di e-commerce personalizzati, si propone proprio come soluzione ideale per chi sceglie il self-publishing per pubblicare le proprie opere e vuole gestire un blog personale offrendo la possibilità ai lettori di acquistare le proprie opere direttamente sul proprio sito.

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Posted in Autori, editoria digitale.

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Tutto quello che serve per pubblicare su iTunes

Pubblicare un ebook su iTunes non è né facile né veloce, al contrario di quanto avviene su Amazon.
Apple pratica una politica monopolistica e obbliga chiunque voglia interagire con lei a seguire le proprie regole. Innanzitutto, si deve essere utenti di iTunes (e fin qui poco male), ma viene dato anche per scontato che si possegga un Mac, perché i programmi che permettono la creazione del testo in formato Epub (non standard) e del suo upload funzionano solo e soltanto su piattaforma Mac OSX.

In alternativa, esistono delle aziende convenzionate che possono fare il lavoro in vostra vece. È un’ipotesi da non scartare, ma che alla lunga impedisce di poter avere un controllo puntuale sul testo. Se ci si accorge di un refuso, per esempio, non si può correggere e caricare, ma bisogna rivolgersi di nuovo all’azienda che l’ha prodotto, la quale può avere tempi di risposta di settimane. Chiunque fosse invece armato di buona volontà può investire nell’acquisto un Macbook usato e produrre i propri testi.

In realtà, l’ostacolo più grande è il contratto.

Apple distingue due tipologie di persone che vogliono pubblicare: gli editori, che vogliono vendere le loro opere, e gli autori amatoriali che le vogliono condividere gratuitamente. Nel secondo caso, basta seguire le indicazioni e avere scelto una delle due vie indicate sopra per la produzione del testo. Superate le forche caudine del controllo di qualità Apple, dopo qualche giorno si vedrà il proprio capolavoro apparire tra i libri gratuiti in iTunes. Continued…

Posted in e-book, e-reader.

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Sboccia la “Primavera Digitale” al Salone del Libro 2012

Via #SalTo12

Un fiore con sette petali, fatti con l’impronta di un dito intinto nei colori.

E’ il logo scelto per la campagna promozionale della 25a edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Un’immagine che si è imposta per l’efficacia con cui interpreta il tema Vivere in rete.

Tecnologie digitali sempre più portatili, potenti e a buon mercato, in grado di garantire una connessione continua, stanno cambiando radicalmente il nostro modo di pensare, scrivere, comunicare, stampare, pubblicare, leggere, vendere. E con esso la produzione, la distribuzione, la ricezione dei prodotti intellettuali: dai giornali ai libri. La Primavera Digitale è un fenomeno che va al di là del futuro degli e-book o dei destini dell’editoria su carta, e investe la società tutta intera.

Non è solo l’efflorescenza biologica di reti, social media, blog, tablet, eBook e clouds che ci sta avvolgendo: è l’inizio pieno di aspettative di un nuovo modo di abitare il rapporto con noi stessi e le relazioni con gli altri.

Ma come incidono queste mutazioni sulle scelte degli editori? Se ne comincerà a discutere da giovedì 10 maggio con una tavola rotonda sulle nuove strategie che il digitale impone agli editori. Vi partecipano tra gli altri Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il libro, gli editori Mondadori (Riccardo Cavallero), Gruppo Feltrinelli (Dario Giambelli), Rcs (Alessandro Bompieri), Gruppo Gems (Stefano Mauri) e Martin Angioni, direttore di Amazon Italia.
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Come avere successo con i micro-racconti

Torniamo a parlare di micro-narrativa e racconti brevi. Dal nostro osservatorio sulle nuove tendenze dell’editoria assistiamo, se non proprio ad un boom, quanto meno ad un notevole incremento di siti e portali pensati per offrire questo genere di prodotti.

Nell’arco di pochi mesi sono stati ben tre i nuovi progetti che hanno visto la luce sul Web: Fronzon Fred, applicazione mobile per la pubblicazione e condivisione di racconti; Storiebrevi, che nasce da una costola de Ilmiolibro.it come spazio per ospitare racconti per smartphone e cellulari; 20lin.es, piattaforma per la scrittura collettiva (si, ma senza superare le 20 righe).

Questi vanno ad aggiungersi ai link che abbiamo pubblicato nel corso di due anni di ricerche: Cinque Capitoli, un racconto in 5 giorni; FingerBooks, storie a portata di dito; THe iNCIPIT, l’inizio di un nuovo finale; permetteteci di citare anche il nostro Wiki-Racconti.com, portale dove il self-publishing ha incontrato il crowdsourcing.

Ma non è alla promozione che vogliamo dedicare il post di oggi, piuttosto, viste le ultime tendenze, vogliamo darvi ancora qualche consiglio per affinare le vostre tecniche narrative così da consentirvi di sfruttare al meglio i nuovi spazi che si stanno aprendo per gli scrittori online.

Come si scrive un racconto breve?

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Uscire dalle tenebre delle truffe editoriali grazie ad Apple, la storia di Stefano Lanciotti

La trafila che ha condotto questo giovane scrittore italiano finalmente alla pubblicazione della sua trilogia fantasy con “Ex Tenebris” - Ebook in Adozione del mese – è davvero emblematica della condizione in cui spesso vengono a trovarsi gli aspiranti, per cattiva sorte o pura e semplice mancanza di esperienza.

Amante delle lettura, Stefano Lanciotti comincia a scrivere da giovanissimo ad appena 11 anni. “Poi gli studi e il lavoro mi hanno allontanato dalla scrittura e quando, alla fine degli anni ’90, mi ci sono riavvicinato è stato solo per venire illuso”.

Sebbene riesca a vedere pubblicato il suo primo libro, “Phönix”, le sue esperienze editoriali sono quasi sempre deludenti e soprattutto dispendiose. Passando da un’agenzia letteraria all’altra “alla fine avevo speso circa 7.000 euro (forse qualcosa di più) per 300 copie vendute, tutte personalmente da me. La casa editrice non aveva la minima intenzione di promuoverlo in alcun modo e dunque mi sobbarcai tutto il lavoro di promozione, ma anche di vendita, visto che non si capiva bene dove il libro fosse reperibile.”
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Posted in Autori, e-book.

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I lettori che siamo, i libri che vogliamo

Le risposte di Gino Roncaglia ai quesiti sul futuro dell’editoria.
Un interessante resoconto della due giorni romana di Librinnovando 2012

Su Storify anche:

“L’autopubblicazione e gli editori”, interventi sul self-publishing

Vendere ebook: il prezzo giusto, il prezzo degli ebook tra autonomia negoziale e norme antitrust

Biblioteche o piazze virtuali?, il ruolo delle biblioteche in un mondo che va verso il digitale?

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La frase come un racconto in miniatura

Abbiamo estrapolato una delle lezioni di scrittura che la giornalista Constance Hale sta realizzando per la rubrica Draft del New York Times, perché ci sembrava un degno seguito di quanto già pubblicato a proposito della narrativa su Twitter. Da notare che i consigli della Hale, senza valicare i limiti della grammatica più classica, si adattano perfettamente al moderno regno del racconto in 140 caratteri. Come a dire che forse non è poi così vero che i nuovi media stanno cambiando il modo di raccontare una storia, forse ci permettono di sfruttare di più e meglio le potenzialità che si nascondono proprio dietro le regole della lingua scritta.

Fateci sapere cosa ne pensate.

Liberamente tradotto da “The Sentence as a Miniature Narrative”

Mi piace immaginare una frase come una barca. Ogni frase, dopo tutto, ha una forma distinta e viene fornita di un qualcosa che la fa muovere in avanti o stare ferma, sia una vela, un motore o un paio di remi. Così ci sono tanti tipi di frasi quante sono le navi che stanno sull’acqua [...]

La mia analogia sembra semplice, ma non è sempre facile realizzare una frase capace di far girare la testa con la sua grazia. Eppure, l’arte dello scrivere frasi non è realmente un mistero [...]

Ad un certo punto nella nostra vita, presto o tardi, magari già alle scuole superiori, gli insegnanti ci danno una definizione di frase: “comincia con una lettera maiuscola, termina con un punto ed esprime un pensiero completo”. Eventualmente, impariamo pure che quel punto fermo potrebbe essere sostituito da un altro segno, come un punto interrogativo o un punto esclamativo.

Ma tale definizione manca l’essenza delle frasi che, invece, ci vengono spiegate sotto il loro aspetto più superficiale: la punteggiatura prima, piuttosto che le componenti essenziali.
Il contorno della nostra barca, il significato di ogni nostra parola, è dato dalla forma di sostantivi e verbi. I nomi ci danno i soggetti della frase – i nostri scafi delle imbarcazioni – i verbi danno i predicati – lo slancio in avanti, i meandri e le fermate improvvise.

Per una frase sia una frase abbiamo bisogno di un soggetto e del predicato. Il soggetto è la persona, il luogo, la cosa o l’ idea su cui vogliamo esprimere qualcosa, il predicato esprime la condizione, l’azione o l’effetto di tale soggetto. Pensate al predicato come ad una situazione; la situazione in cui si trova il soggetto.
Mi piace pensare, allora, all’intera frase come ad un mini-racconto dotato di un protagonista (il soggetto) e una sorta di dramma (il predicato). E’ il dramma che cattura l’attenzione [...]

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Troppi rifiuti? Pubblica il tuo libro in Spagna

Il rapporto casa editrice-scrittore in Spagna – ma anche in America Latina, a dispetto di ciò che si pensa – è ben diverso da quello che conosciamo in Italia. In primo luogo, perché lo spagnolo è una delle lingue più parlate al mondo, di conseguenza i lettori sono milioni, ma anche perché esiste ancora la meritocrazia.

A sostenerlo è Veronica Navarra, fondatrice dell’agenzia letteraria Writers’ Factory, che dal 2002 offre i suoi servizi di traduzione e promozione agli autori che vogliono provare a sfondare sul mercato editoriale spagnolo.

L’idea è nata perché in tutti questi anni abbiamo tradotto diversi manoscritti, alcuni dei quali sono già stati pubblicati in Spagna – e non solo – e abbiamo stabilito dei buoni rapporti con alcune case editrici e con diversi siti ispanici dedicati alla scrittura.

Gli spagnoli, ma anche i latinoamericani, investono su se stessi e prima di presentare un manoscritto a un concorso o a una casa editrice pagano per un editing di qualità e talvolta si affidano ai servizi di un agente letterario.

Il mercato è grande, ma anche la concorrenza, e gli scrittori sanno bene che per farsi notare e per vincere un concorso – o per essere pubblicati – devono presentare opere di qualità. Questo è uno dei vantaggi della competizione: più scrittori ci sono, più ci si deve sforzare per essere i migliori.

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