Quando letteratura ed informatica si incontrano

via InfoWebTech: "Il progetto Storiacontinua.com nasce per spiegare i cambiamenti nel mondo della letteratura ai tempi di Internet e del Web 2.0"

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Storia Continua ti guida tra i migliori siti per pubblicare da solo il tuo libro. Qui trovi le interviste ai più importanti self-publisher italiani e le tabelle comparative dei vari servizi per l’auto-pubblicazione attivi online.
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Comporre una trama che sia avvincente attraverso brevi battute è davvero tutta un’altra storia; non si tratta soltanto di spezzettarla in frasi da 140 caratteri. Storia Continua ti svela i segreti della narrativa di successo su Twitter.
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Su Storia Continua puoi imparare come fare per i tuoi racconti una promozione dell'"Altro Mondo", grazie ai suggerimenti dei più importanti scrittori, self-publisher ed esperti di marketing a livello internazionale.
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Youcanprint porta il self-publishing di audiolibri in Italia

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Dopo essere stata una tra le prime piattaforme a consentire l’autopubblicazione di libri cartacei e digitali, finalmente Youcanprint porta in Italia anche gli audiolibri. Un passo davvero importante perché è il settore più in crescita di tutto il mercato editoriale, sia in Europa che negli Usa, dove, tra il 2009 e il 2014, gli audiolibri hanno avuto un incremento medio del 12,7%.

Per gli autori italiani, prima dell’iniziativa di Youcanprint, l’unica alternativa per entrare in questo mercato da indipendenti, era creare letteralmente da sé il proprio podcast e attivarsi per distribuirlo attraverso iTunes e simili. Oppure, affidarsi a servizi come Audiobook Creation Exchange (ACX) di Amazon, che però non prevede ancora una distribuzione globale e i cui costi sono poco accessibili: tra i 150 e i 450 euro per un’ora di registrazione.

I prezzi proposti da Youcanprint si aggirano tra i 2.99 (+ iva) a pagina, per opere fino a 150 pagine e 1.99 (+ iva) per opere da 151 pagine in su. Quindi più si scrive e meno si paga.

Come pubblicare un audiolibro su Youcanprint in pochi passi
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“The Department”, romanzo distopico in adozione (dal finale soddisfacente)

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Cosa fai quando sei appassionato di romanzi di genere, ma di nessuno di quelli che leggi ti soddisfa il finale? Bhe… se sei capace, ne scrivi uno tu, scrivi esattamente il libro che vorresti leggere, reinventandoti un finale soddisfacente. Ed è proprio così che è stato concepito “The Department”, l’Ebook in Adozione del mese.

“Scritto di getto in due mesi e rimasto in attesa di proposte da Case Editrici per 6 mesi”, mi spiega l’autrice Sara M. “Dopo i primi contratti a pagamento ricevuti e dopo essermi fatta tutta una cultura sui vari contratti, sugli EAP e sulle varie possibilità per pubblicare, sono arrivate anche due proposte non a pagamento. Ho quindi pensato che qualcosa di buono avevo scritto, ma dopo aver valutato le possibilità e gli sbocchi che avrebbe potuto darmi una CE medio-piccola ho optato per l’auto pubblicazione. In questo modo non sono vincolata per almeno 2-3 anni a un editore, ho io il controllo diretto su qualsiasi aspetto della mia ‘creatura'”.

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“Pay-per-page” il nuovo modello di Amazon cambia le regole della scrittura digitale

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Da tempo ci si chiedeva cosa ne avrebbe fatto Amazon di tutti i dati raccolti tramite Kindle sulle abitudini di lettura degli utenti. La risposta si è fatta attendere, ma alla fine eccola qui a prospettarsi già come l’ennesimo terremoto nel mondo editoriale.

Probabilmente spinta dalle percentuali di abbandono degli ebook, la società ha deciso di pagare gli autori del circuito KDP Select, che quindi rientrano nei programmi di lettura in abbonamento e prestito, a seconda del numero effettivo di pagine lette e non più dei download.

All’inizio Amazon redistribuiva tra gli autori in egual modo le quote provenienti dal fondo raccolto con gli introiti di Select, ma dal 1° luglio le percentuali verranno riviste sulla base totale delle pagine sfogliate.

Ecco ad esempio cosa accadrebbe se il fondo fosse pari a €10 milioni e le pagine totali lette fossero 100.000.000 in un mese:

L’autore di un libro di 100 pagine, preso in prestito e letto interamente per 100 volte, guadagnerà €1,000 (€10 milioni moltiplicati per 10,000 pagine per questo autore, diviso per il totale di 100.000.000 di pagine).

L’autore di un libro di 200 pagine, preso in prestito e letto interamente per 100 volte, guadagnerà €2,000 (€10 milioni moltiplicati per 20,000 pagine per questo autore, diviso per il totale di 100.000.000 di pagine).

E così dopo essere stati anni a sostenere e predicare che la scrittura digitale deve essere breve, perché la soglia di attenzione dei lettori è troppo bassa e poi bisogna competere con altri prodotti di intrattenimento ad alta tecnologia, e ancora, che nel digitale la lunghezza non avrebbe più rappresentato l’unità di misura della qualità dei libri, ecco che Amazon stravolge ancora una volta le regole.
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Le 3 principali modalità in cui è possibile autopubblicare un libro

DIY

Di seguito una breve presentazione di quelle che reputo le 3 principali modalità di pubblicazione per un libro indipendente: DIY, la vera e propria auto-pubblicazione, il POD, la stampa su ordinazione e infine la pubblicazione assistita, ovvero, realizzata in collaborazione con professionisti del settore (editor, grafici, marketing manager, ecc…).

Come sappiamo, vista la quantità e varietà di strumenti messi a disposizione dall’editoria digitale, queste non sono le sole possibilità per poter vedere il proprio libro pubblicato, ma esclusivamente quelle connesse al mondo del self-publishing. Tra l’altro sceglierne una non esclude automaticamente le altre, ma è possibile utilizzarle tutte contemporaneamente o mixarle a seconda dei propri obiettivi e delle proprie tasche, magari dando vita a nuovi modelli di pubblicazione.

Per scegliere quello più adatto al vostro libro, all’interno della presentazione troverete anche una serie di link ai migliori servizi per l’autopubblicazione, con relativi pro e contro per ognuno dei modelli proposti.
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Inkshares: pubblicare un libro con soli 140 caratteri nel cassetto

Screenshot_Inkshares

Forse avete una buona idea per un libro, ma non sapete come iniziare a svilupparla. Per tutti voi c’è una buona notizia: grazie al sito Inkshares.com, potete condividere in un tweet la vostra idea e stare a vedere come questa effettivamente prenderà forma, grazie a supporto del pubblico.

Si tratta di un servizio a metà strada tra l’editoria tradizionale e il crowdfounding. Infatti, le idee tweettate in meno di 140 caratteri attraverso il programma Inkshares, vengono aggiunte alla piattaforma, dove altri utenti possono seguirle, permettendo a quelle più popolari di essere sviluppate in dei veri e propri libri.

A differenza delle più comuni piattaforme di crowdfunding, Inkshares non richiede il pagamento di una commissione sui progetti proposti e si prende carico anche delle fasi successive alla raccolta fondi, dalla pubblicazione fino alla distribuzione e promozione dei libri che raggiungono gli obiettivi di pre-ordine. Inoltre, Inkshares ha introdotto anche un programma di ricompensa che offre agli utenti dei crediti rimborsabili in cambio del sostegno ai progetti, così non si ha quella sgradevole sensazione di stare chiedendo dei soldi ai lettori.

Dall’idea al libro con Inkshares Read More

Scrivere letteratura elettronica: una classificazione da cui partire

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Daniele Giampà e Roberta Iadevaia, sotto il marchio “Gruppo Giada”, stanno sviluppando un progetto davvero molto ambizioso: la realizzazione entro il prossimo anno di un’Antologia della storia della letteratura elettronica in lingua italiana, che comprende opere nate e diffuse tra il 1945 e il 2015.

Un lavoro di divulgazione molto importante, visto che ormai la lettura digitale è entrata a far parte del nostro quotidiano, ma gli aspiranti scrittori soffrono della mancanza di materiale di approfondimento e di conoscenza rispetto a questo settore. Pertanto vi invito a seguire con molta attenzione il progetto del Gruppo Giada.

La letteratura elettronica (o “letteratura digitale”) comprende un vasto genere di opere che hanno in comune l’uso del computer e delle tecnologie digitali, vale a dire quelle che prevedono l’uso del computer (e talvolta Internet) per essere create e / o lette. La letteratura elettronica, quindi, è un fenomeno che attraversa differenti generi e comprende un’ampia gamma di opere che condividono l’uso delle tecnologie digitali e dei media digitali per la creazione, l’uso, la diffusione e la conservazione.

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Blog letterario: 100 post per farne un libro

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La maggior parte degli scrittori faticano a trovare il tempo di scrivere, soprattutto se stanno cercando di costruirsi una solida reputazione online. Spendono ore preziose a scrivere su blog, sui social media e in generale nella promozione di se stessi, finché non decidono che è arrivato il momento di impegnarsi nella vera stesura del manoscritto, che da troppo giace incompleto sulla scrivania.

Ecco spiegato il motivo per cui capita spesso di navigare tra blog letterari abbandonati da anni. Ma questo è un approccio del tutto sbagliato, innanzitutto perché ogni autore ha bisogno di una piattaforma per i propri libri se vuole avere una minima possibilità di successo, poi perché il blogging è l’unica attività che consente di coniugare il momento della scrittura a quello della promozione.

Se giorno dopo giorno vi siete dedicati alla scrittura di articoli utili ed interessanti per attrarre il vostro pubblico di lettori, potreste in pratica aver già creato uno o più libri, di pari passo ad una base solida di fan disposti ad acquistarli. Infatti, in quanto blogger, realizzate tantissimi contenuti di valore nell’arco di un anno, che con la dovuta pianificazione potrebbero essere riutilizzati per qualcosa di più di un semplice post.

Dal blog al libro
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I più comuni miti da sfatare sulla letteratura digitale

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La tecnologia ha ormai trasformato il consumo culturale, espandendo non solo i titoli disponibili, ma anche la gamma dei formati di consumo. Sebbene sia questo il contesto, la letteratura digitale appare ancora contornata da diversi miti, derivati per lo più dalla nostalgia e dalla paura del cambiamento dei lettori e dell’industria editoriale.

Ma non vi pare giunto il momento di sfatarli?
Ecco un elenco dei luoghi comuni più diffusi sulla letteratura digitale, proposto dalla consulente in comunicazione Adriana Molano Rojas, nella sua presentazione “Qué es leer en digital?”.
Se in qualche modo ne siete rimasti vittima, mi aspetto un vostro commento!

Mito 1. Non leggiamo più.
Bugia. La verità è che si legge di più, non come prima, non secondo i dettami del mondo accademico. Leggiamo di più, solo che non ce ne rendiamo conto e per confermarlo basta fare il calcolo di quante parole riusciamo a macinare solo su Facebook e Twitter in un anno. La cifra supera di gran lunga il numero di parole dei libri tradizionali.

Mito 2. La scarsa qualità dei contenuti digitali.
Internet è un paradiso dove tutto ha un posto, quindi, anche se si possono trovare molti contenuti ‘spazzatura’, è possibile accedere ad un mondo di conoscenze che altrimenti sarebbero fuori portata. Quello che è certo è che la lettura su Internet comporta lo sviluppo di una più ampia comprensione di ciò che vogliamo e ciò che crediamo valido.

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Ottenere un contratto con un editore grazie al self-publishing, si può?

marketing ebook

Prima dell’avvento del digitale l’antifona era piuttosto chiara: abbandonate ogni speranza di ottenere un contratto con un editore se entrate nel mondo dell’auto-pubblicazione. Poi, i successi di Amanda Hocking o E.L. James, hanno dimostrato che questa contrapposizione non esiste più, anzi editoria tradizionale e self-publishing non si escludono a vicenda ed è possibile passare da una modalità di pubblicazione all’altra.

Per questo gli aspiranti scrittori, oggi, non si chiedono se il loro romanzo verrà mai pubblicato, ma come decidere se inviarlo prima ad una casa editrice o auto-pubblicarlo. E in questo caso, quante probabilità avrà di essere preso in considerazione da un editore tradizionale?
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Vendere ebook in streaming: costi e benefici per gli autopubblicati

ebook straming sales

Stando ai dati, se in questo 2015 l’ebook ha avuto una nuova ripresa lo si deve ai servizi per la lettura in streaming. Si tratta di piattaforme che consentono l’accesso ad un catalogo illimitato di libri digitali, dietro pagamento di un abbonamento mensile. Una percentuale dei guadagni va ai produttori, che siano editori tradizionali o autori indipendenti, a patto che il lettore sfogli una certa quantità di pagine.

Tale soluzione pare stia risollevando le sorti dell’editoria, ma come influisce sulle vendite degli ebook autopubblicati?
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