Quando letteratura ed informatica si incontrano

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Libri o contenuti? Scrivere nell’era della “Schermocracy”

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Ho avuto occasione di leggere l’ebook “Schermocracy”, scritto da Mario Mancini, uno tra i fondatori della casa editrice digitale goWare.

Il suo è un saggio che ripercorre le tappe dell’evoluzione del libro moderno – dai tascabili, agli audiolibri, fino agli autopubblicati – per cercare di capire cosa è veramente successo al mondo editoriale e quali potrebbero essere i possibili sviluppi.

Il libro è uno dei manufatti più amati e conservati, mentre l’ebook, un prodotto inferiore, incontra delle barriere formidabili al suo sviluppo. L’ebook non è altro che l’evoluzione del manufatto libro, ma questo semplice stato di cose sembra non essere riconosciuto. Il punto non è quindi “libro o ebook”, il punto è libro ed ebook contro tutti nello spazio digitale. Qui tutti i tipi di media (canzoni, film, videogiochi, giornali e libri) competono nello stesso ambiente: su uno schermo – da 5 a 72 pollici – connesso a Internet.

Mancini coglie perfettamente nel segno: siamo passati dal libro al contenuto.

E’ un cambiamento che avrà delle grosse implicazioni sul mestiere di scrivere. Per questo vi consiglio di prestare la dovuta attenzione a questo breve estratto di “Schermocracy. Libro o ebook?”
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Se l’ebook ci rendere superficiali: 3 principi per migliorarne la qualità

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Avrete sicuramente letto i recenti articoli che, con toni allarmistici, mettono in guardia dal leggere ebook per non diventare degli stupidi superficiali. Riportano alcuni passaggi di “Word Onscreen. The Fate of Reading in a Digital World”, saggio scritto dalla direttrice del Center for Teaching, Research and Learning dell’American University di Washington.

Dopo approfondite ricerche, Naomi Baron, è giunta alla conclusione che: “Leggere in digitale è qualcosa di ben più complicato di un semplice cambio di supporto”.

Non proprio una novità sensazionale. Sappiamo che sebbene siano cambiati i supporti e le modalità di distribuzione dei libri, le abitudini di lettura faticano a cambiare. L’oggetto libro – la sensazione di possederlo, di poterne sfogliare le pagine – cattura e stimola la nostra attenzione, più di quanto faccia un ebook.

Nonostante le argomentazioni su quando i testi arricchiti di contenuti interattivi possano essere di maggiore interesse, ad esempio nello studio, in realtà non sono stati ancora capaci di scardinare il modello classico.

“Agli studenti viene offerto un universo frammentato di micro-testi”, sostiene la Baron “testi brevi, da scorrere per cercare informazioni specifiche o per approfondimenti e non troppo complessi, adatti a una lettura usa e getta”.
“Se al libro di scuola si può accedere con lo stesso strumento utilizzato per Facebook, lo studente paragonerà il libro ai social network e a tutte le altre app”.

I libri digitali non sono ancora considerati una categoria a sé, perché pochi autori e ancora meno gli editori, sono riusciti a migliorarli in modo significativo, in un modo che rafforzi il coinvolgimento dei lettori e l’attenzione al testo.

Per fare questo salto di qualità si dovrebbero produrre, non solo nuovi titoli, ma anche piattaforme su misura. Non è facile né a buon mercato, motivo per cui la maggior parte degli editori si sono dimostrati riluttanti nell’investire in questo genere di prodotti.

Ma non è detto che debbano esserlo anche gli autori: Read More

DIBOOX una web-app per pubblicare e vendere Epub 3

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Sviluppata da SEFERE Group, DIBOOX System è un’applicazione online per creare e pubblicare ebook in versione EPUB 3.0, retrocompatibile con la versione 2.0.

Chiunque può registrarsi gratuitamente per iniziare ad utilizzarla, bastano un nome utente e una password. Dopo questo primo passaggio, si verrà direttamente indirizzati ad una pagina di sviluppo.

Vediamo nel dettaglio come si crea un epub con DIBOOX.
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Narrazioni emergenti al Salone Internazionale del Libro 2015

libri digitali

Un aggiornamento veloce soltanto per segnalare, a chi ancora non lo sapesse, che è iniziato oggi e proseguirà fino al prossimo 18 maggio il Digital Festival.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Luoghi di Relazione, per discutere sui temi del digitale, quest’anno sarà ospitata dal Salone del Libro di Torino, nell’ambito di Book to the Future.

Tra gli eventi da segnalare “Narrazioni emergenti ed esperienze immersive”, coordinato da Claudio Gentile (Transmedia Project Manager, Storyteller e Media Consultant) con gli interventi di Claudio Papalia (Coordinatore Editoriale – Trancemedia.eu) e Domenico Zungri (Supervisor ImmersiveLab – Fondazione Mondo Digitale).
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3 elementi che non possono mancare in un ebook interattivo (e 2 strumenti per crearli)

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I nuovi dispositivi di lettura digitali, ahimé, non facilitano molto la comprensione di un testo. Come abbiamo avuto modo di approfondire, richiedono invece uno sforzo di concentrazione da parte dei lettori. Per questo gli unici elementi multimediali o interattivi, veramente utili da inserire all’interno di un ebook, sono quelli che catturano la piena attenzione di un lettore e lo guidano all’interno dei contenuti.

In breve, se proprio volete creare un ebook arricchito, un enhanched book, fatelo preoccupandovi di inserire la giusta architettura di link, un dizionario e… della buona musica!

Proprio così, i suoni giusti predispongono il lettore ad una certa atmosfera, sono capaci di suggerigli immediatamente in che tipo di scena si trova e infine amplificano l’effetto delle azioni che gli vengono raccontate.
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Come scrivere e pubblicare racconti online dopo il Google “Mobilegeddon”

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Lo scorso 21 aprile Google ha ufficialmente introdotto tra i fattori di posizionamento all’interno del suo motore di ricerca la compatibilità dei siti web con i dispositivi mobili. Per farla semplice, siti non ottimizzati per la lettura su tablet e smartphone non appariranno tra i risultati di ricerca (non certo tra le prime posizioni). L’obiettivo è quello di rispondere alle domande degli utenti con contenuti della stessa qualità, indipendentemente dal dispositivo utilizzato per le ricerche.

La modifica dell’algoritmo avrà un impatto sulla visibilità di molti siti e dovrebbe far accendere una spia anche in voi bravi scrittori dell’era digitale.
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“La Rosa dei Venti”, un romantic suspance in adozione

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Per l’iniziativa Ebook in Adozione del mese vi propongo il romantic suspance in due volumi “La rosa dei Venti”, scritto da Keihra Carla Palevi, norvegese trasferitasi a Venezia per amore.

Visto che, a quanto pare, vita e narrazione non possono fare a meno di intrecciarsi, anche il suo romanzo è una storia d’amore, che attraversa due mondi e ben tre generazioni.

Siamo in epoca contemporanea tra Venezia e Venezuela, due giovani s’incontrano per risolvere problemi di natura pratica, ma che hanno origine dal passato (la grande migrazione del 1948).

“La rosa dei Venti” – sinossi
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“Siamo buoni se siamo buoni”, un (iper)romanzo più vero del vero

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Una delle osservazioni più interessanti che mi è capitato di leggere, via Goodreads, sull’ultimo libro di Paolo Nori, è in realtà una stroncatura: “Sarei stanca di leggere un libro di Paolo Nori e leggere, per il 70%, pensieri e aneddoti che ho già letto sul suo blog, nei suoi articoli e nei suoi libri precedenti”.

Il linguaggio di “Siamo buoni se siamo buoni” in effetti è quello tipico dei diari personali che, siano sul web oppure no, segue il filo dei pensieri, su più livelli, mescolando realtà e finzione.

“Siamo buoni se siamo buoni” appare a tutti gli effetti un ipertesto, anzi, un iperromanzo, e come tale può essere letto seguendo la sequenza dei capitoli o saltando tra le varie scene che descrivono, senza un’apparente soluzione di continuità, le vicissitudini del protagonista, i salti nel suo passato, le incursioni nella sua vita di un misterioso personaggio di nome Cianuro.

Ermmanno Baistrocchi, già protagonista di un precedente libro di Nori, “La banda del formaggio”, ci racconta qui il suo passaggio da editore a scrittore, come un passaggio alla “significanza”, che avviene suo malgrado. Già, perché il suo primo romanzo, che si intitola proprio “La banda del formaggio”, sarebbe dovuto uscire solo postumo, invece, viene dato alle stampe anzitempo, come strategia di marketing, dopo un incidente che gli è quasi fatale (e di cui Nori è stato realmente vittima nel 2013).

Visto come si mescolano i livelli, direi che entrambi, da lì in poi, sono costretti a fare i conti con la coscienza “sfrondata da un bel po’ di cazzate”.
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Scrivere per l’immortalità: guida semiseria al successo letterario

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HJ Jackson, professoressa di inglese presso l’Università di Toronto, ha scritto un libro sulle ingiustizie del successo. Si chiama “Those Who Write for Immortality: Romantic Reputations and the Dream of Lasting Fame”, è una riflessione sottilmente umoristica sulle circostanze specifiche che consentono alla fama letteraria di prosperare nel lungo termine. Jackson non nega l’eccellenza di poeti come Wordsworth, o quella dei romanzi di Jane Austen, ma mostra in modo convincente che un certo numero di altri fattori, alcuni dei quali piuttosto bizzarri, influirono sulla loro reputazione.

Prendete William Wordsworth, in molti supposero che poesie come “L’escursione” gli avrebbero assicurato la fama, poiché ai suoi contemporanei piaceva leggere lunghi poemi filosofici. Più tardi, però, quando i gusti cambiarono, furono le poesie più brevi in “Lyrical Ballads”, che gli evitarono la perdita dei lettori. E’ stato un colpo di fortuna che gli ha permesso invece di guadagnare nuove generazioni di fan. Inoltre, per le tante immagini vivide sulla natura, presto è stato collegato con il Lake District, di conseguenza, per centinaia di anni, guide turistiche, scrittori di viaggio e altre persone interessate alla causa del Lake District, lo hanno tenuto in ampia circolazione.

Quindi, scrive la Jackson, una carriera letteraria di lungo termine dipende dalla “reinterpretazione regolare” e affinché questa avvenga, la scrittura deve essere ricca e multi-dimensionale. Ciò non significa, però, che non influiscano anche altri fattori.

Dagli esempi di Wordsworth e pochi altri scrittori – Austen, Keats e i loro contemporanei quasi dimenticati, Mary Brunton e Barry Cornwall – Jackson trae una lista di caratteristiche che contribuiscono ad accrescere la fama letteraria. Read More

Come promuovere un libro con gli annunci di Facebook

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Alcuni giorni fa Forbes titolava “Amazon Pays $450,000 A Year To This Self-Published Writer”.
Lo scrittore in questione è Mark Dawson e tra le tecniche promozionali, che gli hanno permesso di vendere oltre 300 mila copie della sua serie thriller “The Black Mile”, figura il Facebook advertising.

“Dawson sta pompando 370 dollari al giorno di pubblicità su Facebook e sta ricevendo il doppio dell’investimento (…) La combinazione di recensioni entusiastiche e pubblicità di larga scala su Facebook ha creato un business molto redditizio per Dawson”.

Vediamo, allora, se Facebook Ads può fare anche al caso vostro.
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