Non si può sempre sperare di ottenere una buona recensione per il proprio libro ma, a volte, da una stroncatura possono nascere collaborazioni fruttuose, che aprono nuove prospettive. E’ quello che mi è successo proponendo a vari siti di settore l’ebook “Narrativa in 140 caratteri. Genesi della Twitteratura”.

Nei toni che leggerete di seguito, mi ha risposto Fabrizio Caramagna, fondatore del sito Aforisticamente.com.

Caramagna_Aforisticamente

“Il tuo ebook è scritto molto bene ma io non condivido la tua tesi, e anzi non c’è nulla di più lontano dalle mie idee della tua tesi.

Quando scrivi “ciò che ci interessa indagare, però, è se davvero ci troviamo difronte al media ideale per poter uscire dalla sfera della sperimentazione letteraria e dare finalmente il via ad un vero e proprio nuovo genere di narrativa” penso a tutta l’audacia di una simile affermazione.

Per contro nel tuo ebook non c’è mai una menzione dell’aforisma, che pure sarebbe il genere letterario naturalmente affine al tweet, per la brevità, la concisione, l’esattezza, l’ironia, etc…

Pretendere di fare narrativa attraverso i tweet è davvero stravolgere le cose, è davvero pensare che esista solo la narrativa, è pensare che la narrativa sia così onnipotente che possa appropriarsi di un medium che nulla a che fare con la narrativa, è pensare di cancellare ciò che invece sarebbe il genere affine, cioè l’aforisma, che viene schiacciato e non viene mai menzionato”.

Ebbene sì, ho peccato di “narratocentrismo”, come lo ha definito Fabrizio Caramagna. Per questo gli ho chiesto di spiegarci meglio (e chi meglio di lui, che di aforismi è scrittore, studioso e traduttore) il reale legame tra aforisma e Twitter.

“Certo, ci sono alcuni autori come ideeXscrittori, che hanno scritto microstorie, ma sono microstorie diaristiche e aforistiche e comunque vanno a inserirsi all’interno di un modello polifonico di contaminazione dei generi letterari dove domina il paradosso e l’ironia dell’aforisma.

E se alcuni narratori anche famosi hanno pensato di scrivere storie brevi su twitter, è di nuovo perché costoro pensano che la narrativa – come una specie di mostro dai mille tentacoli – possa appropriarsi di ogni cosa, anche di ciò che non ha nulla a che fare con la narrativa.

Nel secolo della velocità, scrivere brevemente per essere letti subito sembra rispondere a un bisogno oltre che una moda. Twitter (con il limite massimo è 140 caratteri) è in grado di creare il massimo di senso con il minimo di parole. Il romanzo, e talora anche la poesia, possono avere forme ha lunghe e dispersive, un tweet ben scritto ha invece sempre il sentimento dell’intensità e della concentrazione.

Screenshot 2015-01-26 11.56.42

Questa vertigine della brevità ha attirato fin dal suo inizio molti utenti, costringendoli a ripensare il mondo nelle forme della brevità. Elias Canetti scrive che “bisognerebbe saperlo dire in poche frasi come Lao Tzu o Eraclito – e fino a quando non si potrà, non si avrà veramente niente da dire”, ed è quello che fanno molti autori di Twitter. Nel proliferare di messaggi brevi (si cinguettano oltre 1 miliardo di tweet ogni settimana), in mezzo al brusio dei tanti messaggi banali, ripetitivi, autoreferenziali, nascono forme che hanno una qualità letteraria indubbia. Sono microracconti, poesie brevi, haiku, slogan, e ovviamente aforismi.

L’aforisma, – che in Italia dopo Ennio Flaiano ha conosciuto un declino soprattutto editoriale costringendo molti autori a pubblicare presso piccoli editori o, nei casi peggiori, a lasciare il proprio manoscritto nel cassetto – conosce con Twitter una vera e propria rinascita. L’aforista e il facitore di forme brevi non scrive più in una torre d’avorio senza alcun contatto con il pubblico (e quindi senza feedback), ma grazie allo stimolo di Twitter si confronta di continuo con i lettori e con gli altri creatori di tweet, alla pari”.

Mentre, Internet è la causa del distacco dell’aforisma dal Libro e quindi, in un certo senso, della sua banalizzazione (nei tanti “citazionari” presenti sul web e su alcuni social network come Facebook o Tumblr, gli aforismi vedono attenuarsi il loro tono e senso originario a favore di uno stile comune, una sorta di “paraletteratura” in cui il lettore trova una risposta alla sua domanda di banale buon senso o di divertimento facile), Twitter sembra invece rilanciare il genere aforistico grazie all’originalità della scrittura.

I migliori calembour li ho trovato su Twitter e non sui libri che abitualmente leggo. Certi paradossi non sono inferiori a quelli scritti da Stanislaw Lec o Ennio Flaiano. Alcuni di questi autori superano i 10000 followers (nell’universo di Twitter i followers sono i lettori che seguono i tweet), e questo – per un genere come quello breve che, editorialmente parlando, vende al massimo 50-100 copie – è segno di vivacità e di grande visibilità”.

Se siete interessati all’argomento, su Aforisticamente trovate tutti i profili degli autori consigliati.

Twitter e la rinascita dell’aforisma ultima modifica: 2015-01-26T14:55:23+00:00 da Sonia Lombardo
Share This!