Eccoci giunti alla terza e penultima lezione di Carlo Cinato sulle nuove forme di scrittura nate già qualche decennio fa nella mente di autori illuminati ma che hanno trovato terreno fertile solo grazie all’avvento del Web.

Dopo aver analizzato gli iperromazi, è la volta dei romanzi ipertestuali:

È facile dire che internet è un enorme ipertesto, con tutti i siti e le pagine interconnessi tra di loro. Più complesso è invece identificare o creare un ipertesto che abbia caratteristiche di opera letteraria (qualunque siano tali caratteristiche, argomento che non tratteremo).

Prima di citare qualche romanzo ipertestuale, che saranno probabilmente sconosciuti ai non appassionati, vorrei invece tornare agli iperromanzi che ho segnalato nel post precedente per vedere in quale modo si potrebbero tradurre in ipertesti. Questa traduzione sarebbe sicuramente un esperimento molto interessante, poiché si tratta di opere che hanno una altissima qualità letteraria, cosa che non sempre accade negli ipertesti nati come tali.

Il Castello dei destini incrociati di Calvino potrebbe avere una pagina di ingresso contenente un disegno dove sono posate tutte le carte come sono posizionate al termine degli interventi di tutti i narratori (disegno peraltro presente nel libro cartaceo), dove tutte le carte, oppure solo le carte da cui prende inizio una narrazione, sono cliccabili. Le altre pagine del romanzo ipertestuale sarebbero relative alla carta di volta in volta scelta dal narratore e alla porzione di storia ad essa associata. Ogni pagina avrebbe un link per raggiungere la pagina/carta successiva nella storia, oppure due o più link a pagine/carte nel caso ci si trovasse in una pagina/carta di incrocio tra due o più storie narrate. Da ogni pagina dovrebbe poi essere possibile tornare alla pagina iniziale con tutte le carte disposte sul tavolo.

La Vita istruzioni per l’uso di Perec potrebbe avere una o più pagine per ogni capitolo del libro (una pagina quando il capitolo narra un’unica storia, più pagine quando invece sono narrate più storie, in modo che una pagina contenga una sola storia), avrebbe poi una pagina introduttiva con il disegno dell’edificio dove ad ogni locale è associato un link alla pagina relativa (anche in questo caso il disegno è presente nel libro cartaceo), e le pagine sarebbero interconnesse tramite link nella sequenza presente nel libro. Oltre a ciò si potrebbe rendere attivo l’indice in cui sono elencate le storie contenute nel libro, in modo che dall’indice si possa raggiungere la prima pagina di ogni storia, infine si potrebbero unire tramite link tutte le pagine relative a una singola storia quando questa è distribuita su più pagine e capitoli.

Rayuela di Cortàzar sarebbe formato da una pagina per ogni capitolo, dove i capitoli principali (quelli che devono essere letti “obbligatoriamente”) sarebbero tra di loro uniti tramite link nella sequenza del libro, mentre i capitoli accessori sarebbero raggiungibili tramite altri link (che devono essere riconoscibili come accessori) sempre dalle pagine dei capitoli principali. Tali pagine accessorie sarebbero tra di loro linkate nella sequenza prevista dal libro a permetterebbero al lettore di tornare al capitolo principale successivo, in modo da avere una sorta di inserimento dei capitoli accessori tra due capitoli principali consecutivi.

Infine, Fuoco pallidodi Nabokov potrebbe avere una pagina con il poema, una pagina per ogni nota, una pagina della prefazione, una pagina di indice e all’interno di queste tutti i link necessari per unire le varie storie contenute all’interno del libro, in modo analogo alla “Vita istruzioni per l’uso”.

Secondo me, con un buon uso delle pagine e dei link, tutti questi libri potrebbero avvantaggiarsi, rendendo più coinvolgente la lettura e più libero il movimento al loro interno del lettore. Chissà se qualcuno avrà voglia di tentarne la costruzione.

Le lezioni di Chinalski: i romanzi ipertestuali ultima modifica: 2010-10-22T19:23:59+00:00 da Sonia Lombardo
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