Vi ho lasciati la scorsa lezione con il compito di sviluppare il profilo di due distinti personaggi intorno a un tema principale. Adesso entrambi questi elementi vi torneranno utili per stendere un primo schema su cui impostare la trama del romanzo vera e propria.

I personaggi traducono in azione ciò che è inizialmente soltanto un’idea. E perché un personaggio prenda vita, come tutti noi, ha bisogno di precise condizioni: un obiettivo verso cui tendere (il suo desiderio) e infiniti ostacoli (le sue paure) da superare per raggiungerlo. Accanto a questi primi due riferimenti, potreste aggiungere tutto ciò che avete imparato a conoscere di lui: chi è, cosa fa nella vita, quanti anni ha, qual è il suo passato e soprattutto cosa vuole? Qual è il suo desiderio? Quale sarà l’evento che spingerà il nostro eroe a rincorrere tale desiderio o magari, perché no, a fuggirlo?

Si sta così lentamente delineando quella che sarà la struttura portante del romanzo, che è importante progettare in anticipo e tenere sempre a mente durante la fase di scrittura, per dare alla storia una direzione ben precisa.

Lo schema narrativo classico prevede 3 (o 5) fasi:

climaxinastory Inizio – in questa parte, di solito, si delinea la personalità dei personaggi e l’ambiente in cui agiscono. E’ qui che ci si aspetta di leggere il primo dei colpi di scena, l’evento che arriverà improvviso a rompere gli equilibri e reclamare una reazione del protagonista, dando così una svolta alla storia.

Sviluppo – a questo punto ogni azione del personaggio sarà dettata dalla volontà di porre fine ai conflitti creati dal quell’incidente scatenante, in un escalation di ostacoli che lo condurranno sino all’apice della vicenda, al climax.

Risoluzione – giunge solitamente dopo un secondo colpo di scena, quando il protagonista ha messo in campo tutte le sue doti e gli ostacoli sembrano ormai insormontabili, la svolta inaspettata arriva per condurre, appunto, la storia verso la sua risoluzione, nel bene o nel male, alla conclusione.

All’interno di questo schema – evidentemente meno rigido di quanto possa apparire, stando alla quantità e la varietà di storie che vi hanno preso spunto – tutto può accadere: l’irruzione in scena di nuovi personaggi, il delinearsi di trame parallele e così via.

L’esercizio

All’inizio vi servirà soltanto ricostruire, per grandi linee, il percorso che il personaggio dovrà seguire per ottenere o ricongiungersi con il suo oggetto del desiderio. Il vostro compito di autori è impedire questo ricongiungimento, ideare ostacoli sempre più grandi da disseminare sul cammino del protagonista e stare a vedere cosa accadrà. Le possibilità, allora, diventano illimitate. Le condizioni iniziali della storia determineranno l’accettazione da parte del protagonista di intraprendere o meno il suo viaggio: ci saranno delle false partenze? L’incontro con un mentore o una musa lo spingeranno ad agire, accettare la sfida di fronte alla quale si troverà? Ci saranno fallimenti o apparenti risoluzioni.
Uno degli ostacoli potrebbe essere rappresentato dal secondo personaggio che avete ideato, un nemico, un ambiente ostile, il fato crudele, insomma, accanto al vostro protagonista, non potrà mancare anche la presenza di un antagonista con cui battersi. I loro percorsi, all’interno del romanzo, saranno speculari, perché tenderanno allo stesso oggetto del desiderio, ma con finalità opposte: l’uno (il soggetto) per il proprio bene o il bene della propria comunità, e l’altro (l’oppositore) per trovare appagamento nella sofferenza del primo.

Avrete così due o più schemi paralleli – potreste sentire l’esigenza di strutturare uno schema per ogni personaggio utile allo sviluppo della trama (coloro che aiuteranno o ostacoleranno il soggetto nel suo cammino verso l’oggetto) – come ci insegna Polti, a seconda delle premesse drammatiche potremmo avere, ad esempio in un fantasy, l’Eroe, l’Oggetto dell’impresa e l’Avversario.

In un romanzo rosa: l’Innamorato, l’Amato, e Colui che lo odia.

In un giallo: la Vittima, il Colpevole (vero o presunto) e colui che cerca la verità, il Rivelatore.

Il modo in cui li disporrete, li farete interagire, incontrare e scontrare i loro percorsi lungo la storia, costituirà il tessuto stesso del vostro romanzo: l’intreccio narrativo.

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I 6 tipi di struttura narrativa secondo Kurt Vonnegut

Quanto più complicato sarà l’intreccio, più utile vi tornerà avere uno schema delle fasi intermedie della trama, cioè delle azioni che preparano e conducono ai punti di svolta, e senza le quali i personaggi non potranno muoversi da un punto iniziale alla risoluzione.

Fate sempre in modo durante questa fase di sviluppo che ogni sequenza inserita in scaletta sia collegata al successiva in un crescendo d’azione. Chiedetevi, davanti alla vostra scaletta completa, se la storia che si è delineata racconta davvero ciò che vi eravate prefissi di scrivere. Altrimenti, è proprio a questo che serve uno schema: a riscrivere gli snodi principali della trama fino a quando non trovate la soluzione ideale. Riscrivere è un altro degli esercizi consigliati per affinare la vostra tecnica.

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Come scrivere un romanzo / 3: l’impostazione della trama e l’intreccio ultima modifica: 2013-06-27T20:02:22+00:00 da Sonia Lombardo
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