Grazie al solerte Davide Nonnino, ho scoperto GumWriters, blog letterario di Gaia Conventi e Maria Silvia Avanzato. A parte il piacere di ospitare ancora un volta due donne su Storia Continua, quello che mi ha colpito della loro linea editoriale, è il netto contrasto tra il pessimismo e, allo stesso tempo, la voglia di aggregazione che esprimono sul blog.

Mi è sembrato, quindi, doveroso iniziare questa intervista, chiedendo loro quale sia il motivo tanto scetticismo nei confronti del mondo editoriale?

GAIA: Eccoci, siamo le menti creative, quelle a cui dare la colpa quando un articolo pesta qualche callo.
Gaia Conventi e Maria Silvia Avanzato, co-redattrici di Gumwriters, le menti mefistofeliche di questo sito cialtrone. Con noi molti altri bloggers – La Frau, Ludmilla Scannaossi, Mortimer Brewster e Cosma Brusco – ma se qualcosa va storto… beh, siamo quelle da prendere a sberle.
Le nostre esperienze nel campo dell’editoria sono tra le più risibili: editori che spariscono, premi in denaro che vengono saldati solo con una pistola alla tempia, pubblicazioni di ogni genere. In due spaziamo dal giallo, al noir, al giallo per ragazzi, al noir erotico, al romanzo di formazione. Ci cimentiamo in tutto, se vi serve un idraulico: chiamate noi!

SILVIA: Ultimamente cerchiamo di dare al blog una sorta di funzione “socialmente utile”. Scriviamo di libri esistenti, inesistenti, sconsigliatissimi e fantastici, poi ci sfiliamo i guanti da piccoli chirurghi satirici e spostiamo lo sguardo altrove. Trattiamo di tendenze, cinema, musica, sentimenti, strane avventure che ci capita di vivere nelle nostre città. Gum sta crescendo e ha scoperto di avere una moltitudine di lettori fedeli: forse proprio perché sì, è velenoso verso la mala editoria, ma si sa guardare attorno e “pensa in grande”.

Se, come scrivete, “chi tenta di emergere e sopravvivere, in questo ambiente, non vale pressoché nulla e finisce col perdersi e restare sepolto nell’odierno panorama editoriale”, perché poi dare vita ad un’iniziativa come “Cento Passi nel Debutto”?

GAIA: “Cento Passi nel Debutto” è la maniera che abbiamo escogitato per far emergere qualcuno che sa battere a tastiera. Non possiamo sponsorizzare alcunché, non siamo Grandi Lettori e non mandiamo nessuno allo Strega, non abbiamo agganci… ma, porca pupazza, visto che quel dominio non ce lo passa qualche casa editrice, sulle nostre pagine facciamo gli anarchici! Pubblichiamo e segnaliamo quello che ci piace, che non ci piace, che troviamo strano, che troviamo assurdo. Il bello di Gumwriters è che ce ne sbattiamo del quieto vivere, diciamo quello che di solito gli scrittori borbottano davanti ad uno spritz, seduti al tavolino d’angolo col volto coperto dagli occhialoni scuri. Noi lo raccontiamo online. Avremmo potuto fare gli amici degli amici degli amici, ma dalla parte della ragione c’era il pienone: ci siamo quindi accomodati dalla parte del torto.

SILVIA: Da un lato ci si toglie d’impiccio. Alcuni scrittori ci spediscono i propri elaborati e ci chiedono un parere. Ma dico, avete visto le mie foto su Facebook? In quella più seria sto stendendo della pasta di pizza con una bandierina dell’Inghilterra al collo! Noi non siamo editor (anche se ci farebbe comodo esserlo, potremmo pubblicarci fra noi in continuazione) quindi lasciamo l’ardua sentenza ai posteri. Non esprimiamo il nostro parere personale circa la qualità degli scritti poiché non è il nostro campo. Ci limitiamo a offrire a tutti i presenti un assaggio del lavoro altrui. Non si sa mai che Mr UnMilioneDiDollari incappi nel nostro sito e fiuti un debuttante niente male.

Credete che il Web possa cambiare o contribuire a migliorare la condizione degli scrittori esordienti?

GAIA: Se si pubblica in rete e si è seguiti, la condizione di esordiente è già andata a farsi benedire. Diventare scrittori è un altro paio di maniche, è una cosa con cui nasci: c’è chi nasce gobbo, chi nasce guercio e chi nasce scrittore. Sono tare. Non si guarisce e non c’è scuola di scrittura che ti faccia ammalare al punto giusto. Il web salverà lo scrittore esordiente? Magari sì, ma la medicina migliore rimane sempre l’ironia. Un bel vaffa fa miracoli!

SILVIA: Il web è inflazionato. Non si contano i siti di scrittori piccoli, medi, grandi, dietro pseudonimo, aspiranti, esordienti, paganti… siamo decisamente troppi: da chi scrive il suo Guerra e Pace a puntate, alla blogger disperata che fotografa il suo sformato alle melanzane accompagnandolo con una poesia. L’originalità è l’unica carta da giocare. Gumwriters non cerca di far emergere i talenti delle due sottoscritte, piuttosto dà appuntamento a tutti coloro che perseguono uno scopo comune. E’ come una birra fra cantanti squattrinati, in una sudicia soffitta, dove qualcuno strimpella, qualcun altro se la prende con San Remo, uno fuma guardando fuori dalla finestra e scuote la testa rassegnato, un altro ha un nuovo pezzo da far sentire agli amici. E’ l’ora d’aria, il momento di confronto, dove scappano due risate. Ma la nostra condizione di autrici non cambia: siamo sempre noi, impegnate su Gum e altri fronti, assolutamente alla mano. Se ci contattate andiamo a cena insieme. Basta che paghiate voi…

Quali speranze riponete nel progetto Gumwriters e quali obiettivi vi prefiggete di raggiungere?

GAIA: La speranza è già certezza: l’editoria non ci procurerà mai gastrite e ulcera, siamo di gomma e ci rimbalzano i malanni editoriali, proprio come le pubblicazioni a pagamento e quelle degli amici del quartierino.
Un giorno qualcuno parlerà dei Gumwriters, dirà che abbiamo fatto danni e questo ci farà contenti. Diranno che ci siamo inimicati parecchia gente, ma questo non ci leverà il sonno. Ci prefiggiamo d’esportare la lieta novella: ehi, ragazzi, ci vogliono a modo loro… dite che si mettano comodi, dovranno aspettare a lungo!
Nel frattempo io e Silvia continuiamo a pubblicare, abbiamo entrambe lavori nuovi nuovi. Assieme abbiamo scritto “CipriaVaniglia”, un noir erotico vincitore di Eroxè 2011 di Damster Edizioni. Sto poi per scoprire le bellezze dell’ebook, grazie a “Giallo di zucca” che uscirà in digitale per Este Edition. Un giallo alla “Gumwriters maniera”: comico, ambientato a Ferrara e con protagonisti rubati a facebook. I miei contatti sono stati così generosi da cedermi in usufrutto gratuito i loro nomi e cognomi, nessuno di loro sa come li ho inguaiati… pagherei per vedere le loro facce quando si ritroveranno nel mio giallo!

SILVIA: Gum scorre su binari paralleli alla “mia scrittura”. Dopo la vittoria con “CipriaVaniglia”, ho pubblicato “L’età dei Lupi” per Voras edizioni. Un romanzo che mi rispecchia e che racconta una storia bizzarra, scritta con passione e a modo mio: facendo ridere, ridicolizzando, puntando il dito. Mi si profila una primavera di presentazioni con tutti coloro che avranno la pazienza o il coraggio di venirmi a trovare. Poi altri progetti: immancabili concorsi (sono una concorsista seriale), qualche idea nel cassetto alla quale togliere la polvere. Dall’editoria non mi aspetto niente. Mai. Quello che viene, si accetta di buon grado. Preferisco pubblicare con realtà di media e piccola grandezza, piuttosto che pestare i piedi nell’attesa dell’editore coi controciaffi (potenzialmente impegnato a pubblicare soubrette e raccomandati vari). Per tutto il resto c’è Gumwriters. Caffè, birretta, musica di sottofondo: apro i battenti del mio piccolo luna park privato e scrivo, rido, aspetto il giorno dopo per vedere l’articolo pubblicato e ricevere email simpatiche di gente che ha scelto di ridere assieme a me.

GumWriters: intervista con scrittrici poco inclini a spezzarsi ultima modifica: 2011-04-13T18:06:15+00:00 da Sonia Lombardo
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