Giuseppe Granieri descrive la sua esperienza d’uso con la biblioteca sociale digitale Goodreads, come l’approdo al paradiso dei lettori.

Scoperta quasi per gioco in concomitanza con il lancio delle edizioni 40k, si è rivelata uno strumento potentissimo rispetto alla più nota Anobii, anche se con una quantità di titoli italiani decisamente inferiore.

Se usi aNobii e passi a Goodreads avrai la sensazione di un salto quantico. Gli autori possono avere la loro pagina per monitorare i propri libri e conversare con i lettori. Ci sono infinite occasioni per scoprire libri, autori che non si conoscono e persone affini: liste, giochi, meccanismi sociali e incroci di opinioni.

Certo, dipende dai gusti, ma la mia personale impressione è che, in un confronto diretto, al claustrofobico aNobii resti solo il vantaggio della localizzazione in italiano.

In ogni caso la vera potenza dello strumento la cogli quando ti rendi conto che, aprendo un gruppo o partecipando a una conversazione, puoi linkare dentro le discussioni gli autori e metterci le copertine del libro. In questo modo i post vengono automaticamente collegati alla scheda del libro. Questo significa che quando stai guardando un titolo per decidere se ti interessa, è imemdiatamente collegato a tutte (o quasi) le azioni che lo riguardano.

Siete d’accordo con l’esperto Granieri? Avete mai provato Goodreads o altre piattaforme simili?
In tutta sincerità, qui, siamo affezionati alla nostra biblioteca su Anobii, costruita libro dopo libro, recensione dopo recensione.

Ben vengano, comunque, strumenti sempre più capaci di approfondire l’esperienza della condivisione e della diffusione della lettura.

Da Anobii a Goodreads, un salto quantico ultima modifica: 2010-08-26T18:48:09+00:00 da Sonia Lombardo