Ho avuto occasione di leggere l’ebook “Schermocracy”, scritto da Mario Mancini, uno tra i fondatori della casa editrice digitale goWare.

Il suo è un saggio che ripercorre le tappe dell’evoluzione del libro moderno – dai tascabili, agli audiolibri, fino agli autopubblicati – per cercare di capire cosa è veramente successo al mondo editoriale e quali potrebbero essere i possibili sviluppi.

Il libro è uno dei manufatti più amati e conservati, mentre l’ebook, un prodotto inferiore, incontra delle barriere formidabili al suo sviluppo. L’ebook non è altro che l’evoluzione del manufatto libro, ma questo semplice stato di cose sembra non essere riconosciuto. Il punto non è quindi “libro o ebook”, il punto è libro ed ebook contro tutti nello spazio digitale. Qui tutti i tipi di media (canzoni, film, videogiochi, giornali e libri) competono nello stesso ambiente: su uno schermo – da 5 a 72 pollici – connesso a Internet.

Mancini coglie perfettamente nel segno: siamo passati dal libro al contenuto.

E’ un cambiamento che avrà delle grosse implicazioni sul mestiere di scrivere. Per questo vi consiglio di prestare la dovuta attenzione a questo breve estratto di “Schermocracy. Libro o ebook?”

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Lisa McCloy-Kelley, direttore dell’area ebook e innovazione di Penguin Randon House, ha spiegato bene come lavora oggi una casa editrice.

Una casa editrice moderna non pubblica più libri; questa cosa succedeva nel Novecento. Una casa editrice sviluppa contenuti. Si tratta di un’attività piuttosto differente da quella di pubblicare libri, una delle possibili destinazioni di un contenuto, talvolta neppure la più importante dal punto di vista del business.
(…)
A breve il concetto stesso di pubblicare sarà sussunto in quello di tecnologia fino a diventarne una declinazione. Quest’unione, che può intimorire perché la tecnologia scardina gli assetti costituiti, offrirà alla creatività nuove e impensabili opportunità.

Alla luce di quanto sta succedendo con i nuovi media, un contenuto può essere davvero come la foresta amazzonica: una risorsa dalle enormi ricchezze che attende solo di essere scoperta, estratta e sviluppata in modo intelligente (…) almeno verso cinque differenti sbocchi naturali, che sono i seguenti:

  • Le librerie e la grande distribuzione dove agisce il manufatto libro, una vecchia e rassicurante conoscenza.
  • Gli e-reader (Kindle, Kobo e Nook) che offrono una soluzione a bassa tecnologia che si risolve in una mera e non intimidatoria replica digitale del libro che però è d’immediata fruizione e collocabile in una libreria mobile.
  • I tablet e gli smartphone di grande formato che possono accogliere lo stesso contenuto, meglio se arricchito con audio, video e multimedialità elementare.
  • Le applicazioni per iOS, Android e Windows Phone dove alcune componenti del contenuto possono essere sviluppate in attività interattive e divertimenti.
  • Un qualsiasi dispositivo in grado di riprodurre un file mp3 (forse il formato di file più universale) dove il contenuto è stato registrato e memorizzato per essere ascoltato quando occorre.

E voi pensavate ancora di scrivere solo un libro?

Libri o contenuti? Scrivere nell’era della “Schermocracy” ultima modifica: 2015-05-25T18:31:41+00:00 da Sonia Lombardo
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