Chi ha detto che per diventare uno scrittore bisogna per forza scrivere un libro?
C’è chi, ad esempio, ha creato un’intera città, come Rumigal, pseudonimo dell’ideatore del progetto “People in a City”.

“La rivoluzione digitale sta cambiando moltissimo il nostro modo di concepire la letteratura. Ma a differenza di quanto pensano in molti, la questione non è solo relativa all’uso della carta, ma cambia anche il modo in cui uno scrittore può e deve approcciarsi alla scrittura.
“People in a City” è dunque il mio personale uso delle tecnologie e degli strumenti a mia disposizione, applicate alla scrittura.

“Una Città senza nome, con la gente che vi abita, con le sue storie così numerose, i suoi luoghi, i suoi negozi; un luogo in cui tutte le storie che avevo in testa hanno trovato la giusta dimensione.

People in a City-Sito “Ho immaginato una mappa su cui è possibile raggiungere i vari racconti e una timeline che tiene conto di tutti i movimenti e gli sviluppi delle vicende dei vari protagonisti, permettendo così al lettore di decidere quali “saghe” scegliere di seguire. Ogni racconto è quindi leggibile singolarmente, o può essere collegato con altri.

“Ma ho deciso di fare anche un’altra cosa.
Ho iniziato a pensare che sarebbe stato divertente introdurre elementi reali all’interno delle storie. I miei protagonisti si muovono infatti in una precisa realtà narrativa, quindi è possibile trovare i pub dove vanno a bere la sera, ad esempio. E magari in un pub, possono ascoltare della musica live, come facciamo tutti noi.
Allora perché non inserire nei miei racconti e accanto alle storie dei miei protagonisti, della vera musica? Di altri artisti emergenti che pubblicano i loro pezzi su Soundcloud o su altre piattaforme online?

“Stessa cosa per quanto riguarda le immagini che raccontano la Città. Perché non usare foto e illustrazioni di veri artisti che tentano di emergere, cosi da farci pubblicità a vicenda e trasformare la nostra arte nel nostro stesso veicolo pubblicitario?
Ho anche creato “La Galerie des Nuits Blanches”, una galleria d’arte in cui inserisco foto e illustrazioni di artisti emergenti, con i loro contatti e siti personali.

“Insomma, avete presente tutto ciò che potete trovare nella realtà? Ebbene, nella mia Città potete trovarlo, sotto forma di storie.

“Quello che credo insomma, è che non ci siano assolutamente limiti a ciò che possiamo fare quando impariamo a sfruttare i mezzi a nostra disposizione. Il segreto è solo uno: avere voglia di provare qualcosa di nuovo, e renderlo facilmente fruibile a chiunque sfruttando la tecnologia che riempie le nostre vite; una scrittura che insomma parli di noi con la nostra stessa lingua.

“Non è un sito dove chiunque disegni o faccia foto possa inserire del proprio materiale.
Ciò che vogliamo fare è appunto creare uno spazio dove sia possibile trovare opere di qualità e soprattutto mettersi in diretto contatto con i creatori e magari parlare anche di collaborazioni. Insomma, mi piacerebbe molto che la mia Città diventasse un luogo dove trovare non solo ispirazione, ma anche persone che hanno voglia di creare sempre qualcosa di nuovo. Magari chissà, se uno scrittore ha bisogno di una copertina, o un disegnatore cerca una storia da illustrare, potrebbe trovare la persona giusta da noi”.

“Peole in a City” è un mezzo per scrivere in maniera seriale, per sfruttare la liquidità del mezzo di Internet e per fare pubblicità ad artisti ed attività emergenti.

La Città delle Storie, un progetto collettivo per artisti emergenti ultima modifica: 2014-05-05T17:16:38+00:00 da Sonia Lombardo
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