Estratti da “Oltre L’eBook”, la Guida alla Letteratura 2.0.

Premesso che la nostra filosofia è più orientata alla condivisione racchiusa nella formula “alcuni diritti riservati” esportata anche in Italia da Creative Commons, possiamo comunque comprendere bene la diffidenza di molti scrittori nel pubblicare sul web le loro opere per non incappare nei soliti ignoti ladri di contenuti digitali. Su Internet infatti il furto dei testi, il plagio, la duplicazione non autorizzata è tanto diffusa da sembrare inevitabile.

In realtà non dovrebbe essere così ed esistono alcuni servizi di cui poter usufruire per tenere sotto controllo i contenuti apponendovi una sorta di firma digitale utile per rivendicarne la paternità. La questione infatti rimane sempre la stessa: per quanto ci si trovi nella sfera del virtuale, è comunque necessaria una prova che attesti chi sia il vero e unico proprietario di un’opera.

Se nel caso di un manoscritto si può utilizzare l’escamotage della raccomandata da inviare a se stessi (quando non si intende depositarlo presso un ufficio pubblico o la Siae) come si può, invece, dimostrare la paternità di un libro pubblicato integralmente sul web in caso di contenzioso?

Bene, esistono siti come Copyrghted.com, DMCA Content Protection o l’italiano “CopyZero”, pensati appositamente per lo scopo.
Il funzionamento all’apparenza è piuttosto semplice: dopo la registrazione vi verrà fornito un badge da inserire sul sito su cui avete pubblicato le vostre opere; le pagine così contrassegnate verranno registrate e identificate con un’impronta digitale.

Ogni file digitale ha una composizione unica di bit e byte che è la sua impronta digitale. Copyrighted.com cattura e memorizza l’impronta digitale in un database e ne invia una copia a voi via e-mail. Questa email contenente la data di creazione dei contenuti e l’impronta di verifica è la prova di paternità.

Dopo questo punto, altre misure possono essere adottate per proteggere ulteriormente i vostri diritti d’autore, come ad esempio la registrazione con la vostra giurisdizione locale, se necessario.

Prevenire un’azione di plagio

Apporre un banner sul sito web non vi mette al riparo al 100% dal rischio di plagio. Potrebbe essere utile, allora, scansionare periodicamente il web alla ricerca di testi che sono frutto di copia dei vostri originali pubblicati online. Copyscape, ad esempio, ha attivo un servizio che vi allerta quando vengono trovate nuove copie dei vostri contenuti. Offre, inoltre, uno strumento gratuito per mettere a confronto due pagine Web o articoli.

Cosa fare in caso di violazione del copyright?

Si consiglia di contattare l’amministratore del sito incriminato per richiedere la rimozione dei contenuti di vostra proprietà; il servizio Whois può aiutarvi a scoprire il nome e il numero di telefono del proprietario del sito Web. In seconda istanza contattate la società di web hosting utilizzata dal sito per notificare l’abuso in atto da parte di loro clienti. Se le risposte tardano ad arrivare, potrete rivolgervi direttamente ai motori di ricerca per segnalare un’azione di spam ad opera del suddetto sito. Nell’eventualità più estrema, quando diventa necessaria un’azione legale, allora, vi torneranno decisamente utili i dati di verifica digitale sopra citati per far valere i vostri diritti d’autore.

Ovviamente questi siti non offrono alcuna consulenza o assistenza legale, forniscono un servizio di registrazione, che può essere utilizzato per far rispettare il diritto d’autore, tutte le restanti responsabilità restano a voi.

Va specificato, in conclusione, che non si è a conoscenza (perlomeno non a nostra conoscenza) di casi eclatanti di scrittori che abbiamo visto copiate per filo e per segno le loro opere su Internet. Quindi, l’ultimo consiglio, specie se siete ancora degli autori esordienti, è di valutare bene pro e contro prima di affidarsi ad un servizio di tutela del copyright, che chiuda i vostri scritti in un recinto. E’ bene decidere in precedenza, avendo un quadro chiaro delle possibili conseguenze, quali opere diffondere e attraverso quali mezzi.

Diritti digitali: come tutelare una web-opera dal plagio ultima modifica: 2012-06-18T20:01:13+00:00 da Sonia Lombardo
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