“Deve accadere”, il coraggio di mettersi in gioco di Giovanni Venturi

Ultimo autore ad essere ospitato su Storia Continua per l’iniziativa Ebook in Adozione del 2012.

Giovanni Venturi, già autore di diversi racconti pubblicati in varie antologie dall’editore romano Giulio Perrone LAB, gestisce anche “Make you e-book”, un servizio online a disposizione degli scrittori, per la realizzazione e la cura di libri digitali.

Si legge sul sito: “Attualmente il mercato italiano per i libri digitali non esiste (decisamente inferiore allo 0.1%), ma, in attesa che qualcuno voglia avviare la divulgazione dei suoi testi nell’ambito digitale, noi siamo pronti a metterci in gioco con voi”.

Un concetto, quello del mettersi in gioco, che ricorre spesso nei lavori di Venturi; anche in “Deve accadere” raccolta di 15 racconti dedicata a “tutte le persone che riescono ancora a lasciarsi andare quando leggono una storia”.

Dalla premessa:

Quello che ci si aspetta da una raccolta di racconti o da un romanzo è che accada sempre qualcosa di straordinario, che il testo ci faccia sognare, che ci trasporti in territori sconosciuti e che arricchisca la nostra esperienza facendoci vivere momenti mai vissuti prima (…) Non do questa cosa per scontata. “Deve accadere” ci prova.

Una cosa che ho imparato nel tempo è che il gusto del lettore non è standard. Non si possono veramente scrivere cose che si adattano a tutti i gusti senza perdere la propria vena di originalità/unicità. Ho cercato di fare del mio meglio, ma so che questo comunque non assicura nulla. Non c’è un editore alle spalle – nel mio caso non l’ho nemmeno cercato –, ho voluto creare un… chiamiamolo esperimento.

Per decidere di pubblicare da autore indipendente bisogna avere coscienza piena di ciò che si va a fare, ma non è sufficiente, bisogna regalarsi una grande dose di coraggio.
Ho lavorato per mesi sui testi (…) ho continuato a migliorarli, a eliminare i difetti e le imperfezioni – li ho fatti leggere e mi hanno indicato cosa andava e cosa no, ho seguito i loro consigli – alcuni li ho riscritti, altri eliminati, qualcuno ho voluto comunque lasciarlo perché penso che possa lasciar capire come scrivo.

Il risultato sta racchiuso in questi 15 racconti che indagano il cuore del singolo, attraverso le storie dei protagonisti che ci accompagnano lungo le pagine. Quindici parti a sé stanti che contribuiscono a creare una struttura composta di livelli emotivi.

In città tormentate, che soffrono e prendono, si incrociano i destini di Andrea e Cristina, di Dario e Stefania. Napoli, Milano, viaggi in treno, certezze, insicurezze di una modernità in continuo movimento. Un’antologia che sfiora tante tematiche: amore, solitudine, omosessualità, senso d’inadeguatezza, mancanza.

Si utilizzano diverse focalizzazioni: interna, in seconda e terza persona fino a rivolgersi direttamente al lettore, alternando passato e presente in una giostra di emozioni e ricordi. In alcuni racconti il punto di vista si sposta da un personaggio all’altro senza per questo confondere il lettore e con l’intento di immergerlo totalmente nella storia.

“Deve accadere” è si trova su Amazon, su Kobo e su inMondadori. Un’edizione cartacea in A5 è in vendita anche su Lulu.com

“Ebook in Adozione”  vi da appuntamento al prossimo anno.

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3 risposte

  1. Significa che quando ho visto pubblicato per l’editore romano i miei racconti ho raccolto giudizi diametralmente opposti, ma questo non mi ha scoraggiato dal pubblicare per conto mio tenendo anche in considerazione che alcune pubblicazioni riescono a portarti a vendere 50 milioni di copie in pochi mesi spinte dal marketing giusto e poi a Natale ti offrono il cofanetto con la trilogia, mentre io che faccio da me e con l’aiuto di amici/amiche scrivo come sento di farlo senza farmi false illusioni e senza cercare la scrittura del bestseller e scusa se è poco 🙂 .

  2. Cito dalla prefazione del libro di Venturi: “Una cosa che ho imparato nel tempo è che il gusto del lettore non è standard”… Ma che significa? Forse che Venturi conosce, uno per uno, i suoi lettori? Che significa “gusto standard”?Venturi s’immagina che ci sia anche la possibilità che dei lettori leggano col gusto adatto agli scaffali di un supermercato? Ogni lettore è diverso dagli altri e ha aspettative diverse, ma chi scrive non dovrebbe sforzarsi di prevedere quali siano quelle aspettative per adeguarvisi. Da questo punto di vista si può dire che più si piace ai lettori e minore sarà la qualità dei propri scritti. Siamo in un ciclo storico nel quale risvegliare il sentimentalismo del lettore costituisca l’obiettivo di chi scrive libri, a discapito dell’aspetto intellettuale, naturalmente…

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