E’ davvero curiosa la recente diatriba che mette su due fronti contrapposti gli e-book e i libri di carta. Ad eleggersi rappresentanti di ognuno dei due fronti, due personaggi illustri, provenienti l’uno dal mondo della letteratura e l’altro dell’IT.

Si tratta di Uberto Eco, che si è erto strenuo difensore della carta stampata – avanzando le ragioni del cuore e un certo scetticismo rispetto alla durevolezza dei supporti digitali– e Nicholas Negroponte, il quale invece ha decretato la fine del libro, così come lo conosciamo, entro i prossimi 5 anni.

L’aspetto curioso, leggendo entrambi gli articoli, è che i due leader argomentano con gli stessi esempi le loro tesi così divergenti.

Umbero Eco:

ricordiamo che mai, nel corso dei secoli, un nuovo mezzo ha sostituito totalmente il precedente. Neppure il maglio ha sostituito il martello. La fotografia non ha condannato a morte la pittura (se mai ha scoraggiato il ritratto il paesaggio e incoraggiato l’arte astratta), il cinema non ha ucciso la fotografia, la televisione non ha eliminato il cinema, il treno convive benissimo con auto ed aereo.

Negroponte:

you just have to think about film and music. In the 1980s, the writing was on the wall that physical film was going to die, even though companies like Kodak were in denial. He then asked people to think about their youth with music. It was all physical then. Now everything has changed.

Eco:

Dunque avremo una diarchia tra lettura su schermo e lettura su carta, e in ogni caso aumenterà in modo astronomico il numero delle persone che impareranno a leggere – visto che persino gli sms sono potenti strumenti di alfabetizzazione dei ripetenti. E, se aumenterà l’analfabetismo di ritorno nella vecchia Europa decadente e malthusiana, avremo miliardi di nuovi lettori in Asia e in Africa. E, per chi leggerà a cavalcioni del ramo di un albero nella foresta subtropicale, andrà sempre meglio un libro di carta che uno elettronico.

Negroponte:

laptops, he can include hundreds or thousands of books. If you think about trying to ship that many physical books to the emerging world for each child, it would be impossible, he reasons.

L’amara realtà è che le nostre scelte non dipenderanno dal gusto di ciascuno, ma dalle leggi di mercato e se gli editori riterranno di non sostenere più i costi della carta, bhè, dovremmo per forza adeguarci ai libri digitali.

Lo stesso Eco, ammette che se bisgna sprecare carta per pubblicare “gli orari ferroviari o le raccolte di barzellette su Totti o sui carabinieri”, allora, ben vengano gli e-book.

Libri vs e-book, il dibattito si accende ultima modifica: 2010-08-10T18:47:12+00:00 da Sonia Lombardo