In occasione del primo appuntamento di Italian Sessions, per cambiare l’Italia – iniziativa promossa da Telecom e Scuola Holden, per il 150° dell’unità d’Italia – Alessandro Baricco, approfondisce alcuni dei temi già trattati nel libro “I barbari. Saggio sulla mutazione”.

Vale la pena di riprendere alcuni di questi concetti, così come riportati su La Stampa, nella cronaca dedicata all’evento:

l’espressione «barbari» indica una mutazione che richiede un nuovo modo di intendere la società, che si ottiene scatenando la nostra immaginazione e il nostro coraggio, pur senza affievolire la vigilanza: la cautela dell’intelligenza consiste proprio nel mutare senza uccidere qualcosa che del nostro passato è stato importante.

Tuttavia, gli strumenti del passato, così come la scuola oggi li tramanda alle nuove generazioni, non sempre aiutano a comprendere il mondo di oggi.

Occorre far capire ai ragazzi che questi autori (N.d.R Dante, Shakespeare e Tasso, citati dall’interoclutrice Paola Mastrocola) vanno salvati non perché rappresentanti di uno specifico periodo storico, ma perché espressione di bellezza. E la bellezza di Dante, conclude Baricco, non la scopriranno certo continuando a farne incessantemente la parafrasi, così come la scuola senza posa gli propone.

A questo proposito, vi segnalo un’altra iniziativa, proprio rivolta agli studenti universiatari, che sembra fare il paio con i temi trattati durante le Italian Sessions; per rifletterci su mettendo al lavoro la creatività tanto cara a Baricco.

Si tratta de“L’università senza libri è come…”, concorso ideato dall’Associazione Italiana Editori, in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura con l’intento di “stimolare una riflessione sul ruolo del libro nell’università o, meglio, nella crescita culturale dei giovani nel periodo universitario.

Il libro di studio e il libro che si legge per piacere, curiosità, interesse sono due elementi dello sviluppo della persona e del progetto di futuro di ciascuno. Per farlo, si sono scelti gli strumenti del gioco e della comunità.”

Gli studenti sono chiamati a completare la frase: “L’università senza libri è come …” / “Universitas sine libris est sicut …” in italiano, latino o altra lingua. In palio ci sono buoni d’acquisto di libri per un valore di mille euro.

Partecipare sembra una buona occasione per dare dimostrazione che la cultura e la formazione scolastica non stanno prendendo poi direzioni così opposte.

Cultura e Scuola al tempo dei barbari ultima modifica: 2011-05-05T20:41:48+00:00 da Sonia Lombardo