Hai una storia da raccontare? Pubblicala in un “Blook”

Si stanno diffondendo negli ultimi tempi un nuovo genere di piattaforme di blogging predisposte per la creazione e la modifica dei contenuti direttamente on-page, ossia, che non dispongono di un pannello di amministrazione vero e proprio per l’inserimento dei post o un codice sorgente su cui andare a lavorare per modificarne l’aspetto. Gli strumenti sono ridotti al minimo, eppure a tale semplicità corrisponde anche la possibilità di creare pubblicazioni di altissima qualità.

Insomma, non si tratta più solo di creare un blog ma dei veri e propri prodotti editoriali, pur non avendo conoscenze tecniche specifiche. A comprendere questo assottigliarsi del confine tra ciò che distingue un blog da un libro è stato (forse non per primo ma certamente ancora tra i pochi) il team di Blookist.

“Volevamo rendere la pubblicazione online ancora più facile di quanto sia mai stata prima. Anche se il blogging in sé è abbastanza semplice e lineare, perdersi nel mare di messaggi non correlati o anche gestire più blog per diversi argomenti non sembra il modo migliore per organizzare i contenuti. Perché trascurare un concetto che è stato dimostrato attraverso i millenni con i libri?

Così abbiamo preso le basi di un blog e le abbiamo combinate con un libro.

5077-Blookist_th Abbiamo aggiunto una tabella di contenuti per facilitare la lettura e riorganizzare l’ordine dei post. Ciò impedirà di utilizzare motori di ricerca e scrolling infinito per trovare quello che stai cercando, poiché i blook offrono una selezione curata dei contenuti e un’esperienza di blogging più coerente.

“Con l’aggiunta della navigazione orizzontale e il nostro approccio moderno al design, vogliamo suscitare la stessa sensazione che si prova quando si solleva un libro o una rivista. Ma ancora più importante, stiamo aggiungendo un supporto cross-piattaforma in modo che il contenuto sia accessibile su qualsiasi dispositivo direttamente dal browser. Questo ci permette di presentare i blook come alternativa ai formati ePub e alle altre pubblicazioni digitali”.

Fin qui l’approccio ad un nuovo tipo di editoria online sembra molto simile a quello introdotto anche da Medium. In realtà Blookist si propone di compiere un passo ulteriore cancellando il confine tra sviluppatori e utenti esplorando nuovi modi per monetizzare i contenuti.

“Anche se ci sono state molte idee su come monetizzare i contenuti online abbiamo optato per il metodo più collaudato, noi lo chiamiamo ricompensa.

blook_revenue

“E’ semplice come acquistare una tazza di caffè e i prezzi sono “real-life” (da 1$ a 10$). Così ora ci si può concentrare sulla scrittura e iniziare ad accettare ricompense per il proprio lavoro direttamente sul conto Paypal. E per gli autori che preferiscono pubblicare nel modo “standard”, come libri ed e-book c’è anche disponibile un modello basato su abbonamento. Per un costo una tantum, il lettore ottiene un accesso completo al blook sottoscritto e tutti gli aggiornamenti successivi.

“Guadagnare dal blogging non dovrebbe essere limitato a solo una manciata di scrittori. Vogliamo dare a tutti pari opportunità nel mondo dell’editoria. Ed è questa cultura di sostegno e di condivisione che vogliamo promuovere con i nostri utenti”.

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6 risposte

  1. E’ tutto così affascinante ma tanto misterioso. Perché non si parla in italiano ma solo con termini supertecnici in inglese?

  2. Ciao a tutti . E tutto questo confonde a volte . Ho qualche libro da pubblicare .
    Sono in contatto con youcanprint . Scrivo con linux, abiword . E quindi dovrei spedire
    pagina per pagina, visto che con il compiuter sono… Il libro non mi serve con editing
    ecc, ma solo come materiale di ricerca . Ho chiesto di pubblicarlo cosi e va bene .
    Qualche buon consiglio ? Il block non l’ho capito .
    Nic.

      1. Sì hai ragione. Ieri ho scorso un po’ le varie FAQ sul sito e non si parla di linguaggi “preferiti” o “supportati”. Dunque uno è libero di fare come vuole, in effetti. Anche se sarebbe emozionante avere un motore di ricerca con possibilità di selezione del linguaggio 🙂

  3. L’idea mi potrebbe pure interessare, ma non capisco il sito incomprensibile con testi in grigio su immagini grigie. Ho capito che bisogna essere moderni e alla moda ma credo che, per spiegarsi bene, prima di tutto occorra essere leggibili.
    Auguri.

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