Vi proponiamo l’anteprima di uno studio che l’Università di Torino sta conducendo su ebook e narrativa.

La ricerca, curata da Bianca Gai, ripercorre tutte le varie fasi di sviluppo della letteratura ipertestuale, dai primi esperimenti su carteceo di Julio Cortàzar con “Rayuela” (1963) o “S/Z” e “Fragments d’un discours amoureux” di Roland Barthes, fino ad arrivare ai primi libri digitali arricchiti con i quali è possibile interagire, passando per i “Cent mille milliards de poèmes” di Raymond Queneau, che con le sue linguette intercambiabili (non perdetevi il video inserito nella presentazione) permise ai lettori di ricomporre i contenuti come meglio credevano; formato che ha trovato la sua evoluzione in piattaforme collaborative come 20.lines e Theincipit.

Quello che traspare alla fine è una poetica dell’ipertestualità che sembra accomunare sia vecchi che nuovi formati narrativi e che è ancora oggi riassumibile nelle parole di J.L. Borges quando ne “Il giardino dei sentieri che si biforcano” spiega:

“In tutte le opere narrative, ogni volta che s’è di fronte a diverse alternative ci si decide per una e si eliminano le altre; in quella del quasi inestricabile Ts’ui Pen, ci si decide – simultaneamente – per tutte. Si creano, così, diversi futuri, diversi tempi, che a loro volta prolificano e si biforcano(…)e ognuno è il punto di partenza di altre biforcazioni”

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Una poetica dell’indeterminatezza, la rappresentazione nell’ineffabilità dell’era moderna.

Il Libro Infinito: quando la narrativa scopre l’ebook ultima modifica: 2013-05-27T12:53:23+00:00 da Sonia Lombardo
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