Dopo BookFace, nasce sul social network più famoso della Rete, un altro libro collettivo. A differenza del primo esperimento, in cui veniva chiesto agli utenti di proseguire, tramite gli aggiornamenti di stato, i brani inseriti dagli autori che li avevano appena preceduti, la favola proposta da Eleonora Manfrini – storia di paguri parlanti, lombrichi detentori del sapere e gabbiani sbadati – non trova in Facebook la sua piattaforma principale, quanto uno strumento per catalizzare la creatività dei partecipanti.

Una volta resi pubblici l’incipit e la trama, sulla Fan Page dell’Isola di Ciabà gli utenti pubblicano commenti e suggerimenti sull’avanzamento della trama, discutono proposte e nuovi spunti. I contenuti così generati acquistano poi carattere di ufficialità con la pubblicazione sul blog, dove la storia plasmata su Facebook viene strutturata e riproposta dall’autrice.

Tutto questo fa’ dell’Isola di Ciabà un Social Book, un progetto che tenta di coniugare gli elementi educativi tipici delle favole, con gli aspetti più utili degli strumenti sociali, ossia, la possibilità di condividere aspirazioni e sogni che altrimenti resterebbero solo sterili fantasie vergate su un foglio di carta.

“ Bruno Bettelheim riconosce nelle favole la chiave di lettura del vivere bene” ricorda Eleonora Manfrini “ L’Isola di Ciabà non va quindi considerata solo come una storia scritta a più mani, ma come un intero universo che si forma e prende vita in base alla fantasia dei lettori. Un progetto sociale con obiettivi ben più ampi della “semplice” stesura di una storia.

Chiunque può approdare sull’Isola! I collegamenti sono attivi ogni giorno, a tutte le ore. Il biglietto? Un account Facebook ed un’abbondante manciata di fantasia”.

“L’Isola di Ciabà” una favola Social ultima modifica: 2011-02-23T13:20:18+00:00 da Sonia Lombardo
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