Se non ti comporti bene arriva l’Uomo Nero, chi da bambino non se lo è sentito dire almeno una volta? Il Babau, The Boogeyman, El Choco, ogni cultura sembra avere il suo personale demone notturno, che se non dormi sbuca dall’oscurità per venirti a prendere… Ma non sarà che a forza di credere a questa favola del terrore l’abbiamo resa talmente reale da farle superare i confini dello spazio e del tempo?

Da queste premesse prendono piede le vicende di un gruppo di ragazzini, non ancora adolescenti, ma determinati a coalizzarsi per sconfiggere le proprie paure. I fratelli Clarke, Alex e Anna, l’amico di sempre Marty Foley, gli orfani del St. Daniel Hospice di Fortuneville, guidati dal cacciatore di incubi Max, sono i protagonisti di “Max Gallo e il ritorno del Babau”, Ebook in Adozione del mese, scritto da Christian Perego.

Insegnante di lettere con la passione per il fantasy, Christian rivisita la leggenda dell’Uomo Nero per farne una storia indirizzata anche agli adulti con un chiaro messaggio: se non credete ai vostri figli, alcuni terrori potrebbero lasciare in loro una scia indelebile.

Max è l’unico personaggio in questa storia che comprendere davvero lo stato d’animo dei ragazzini e l’unico a cui infatti questi decideranno di accordare la propria fiducia.

C’era una volta un bambino, spaventato dal buio e dagli incubi acquattati in esso, come tutti i piccoli. C’era una volta un bambino che, da uno di questi incubi, era uscito però cambiato: aveva capito che la sua missione poteva essere quella di tenere a bada la paura, la sua e quella degli altri, e aveva dedicato a questa idea i suoi sogni e le sue forze.
Quel bambino era colui che tutti adesso chiamavano Max Gallo, il cacciatore di incubi.

Le sue incursioni nella dimensione sospesa tra il mondo dei sogni e il reale vengono scandite, nell’arco di dodici rintocchi, dai versi di una vecchia canzone, “Hush, Hush, Hush, Here Comes The Bogey Man”; l’ho riascoltata mentre leggevo il libro e vi assicuro che ha risvegliato inquietudini, che non credevo di aver nemmeno mai provato (la ricordate anche voi?).

Ha proprio ragione Christian Perego quando scrive: A guardare dentro il mondo dei sogni non c’è da annoiarsi.
E non vi annoierete di certo leggendo il suo ebook “Max Gallo e il ritorno del Babau”.

Sinossi

Max Gallo è un cacciatore di incubi. Un giorno alla sua porta bussano i fratelli Clarke, Alex e Anna, di sette e dieci anni. Vogliono il suo aiuto perché da qualche notte fa capolino nelle loro stanze una figura inquietante, circondata da un alone lattiginoso, la testa enorme e le mani lunghe come artigli. Pensano si tratti del Babau, l’Uomo Nero di cui il padre ha raccontato loro un paio di volte, e che c’entri qualcosa con la scomparsa di un loro compagno di scuola, Marty Foley.
Nella stanza del ragazzino, di cui nessuno sa più nulla, vengono ritrovati dei graffi lungo lo stipite della porta dell’armadio; segni tangibili della scia di terrore passata di lì. È stato davvero l’Uomo Nero?

Per risolvere il mistero Max chiederà consiglio al dottor Andy Molnar del Millner Psichiatric Hospital, il solo adulto in tutta Fortuneville, cittadina in cui si sono svolti questi fatti, a credere che certi incubi a volte possono essere talmente reali da turbare per sempre la vita delle persone. Max Gallo e il dottore osserveranno una notte il paziente B. venire aggredito dal mostro, ma il trambusto causato dall’apparizione verrà denunciato all’irremovibile detective Teo Johnson; questi, insospettito scoprirà che il cacciatore di incubi non è altri che un orfano, che vive in una casa in rovina alla periferia della città. In attesa di capire qual è il suo ruolo nei misteriosi fenomeni che si stanno verificando a Fortuneville, farà in modo di rinchiuderlo nell’orfanotrofio di Mulholland Road, il St. Daniel Hospice. E dove il Babau avrebbe potuto trovare nutrimento migliore, se non in un posto in cui i bambini dormono soli, privati anche dell’amore dei propri genitori?

“Max Gallo e il Ritorno del Babau”, una favola del terrore in adozione ultima modifica: 2018-04-03T18:51:03+00:00 da Sonia Lombardo
Share This!