Cosa lasceremo alle generazioni future? Cosa gli studiosi e i ricercatori del futuro scopriranno di noi, scavando nei resti della nostra società?
Se lo è chiesto Alessandro Ancarani nel suo racconto “Energy Fever. Quale energia per il futuo?”, edito da Homless Book.

La storia si ambienta 200 secoli avanti nel futuro, per l’appunto. La nostra civiltà non esiste più e l’uomo ha ormai colonizzato Luna e Marte. Sta lì da così tanto tempo da non ricordarsi nemmeno più perchè ha dovuto lasciare la Terra e ci sta così bene che, per sovraffollamento, l’umanità pensa di ricolonizzare il pianeta.

Ma, ormai, si sa davvero poco del nostro mondo, anche le lingue sono scomparse e sono in pochi quelli ingrado di decifrare gli scarni documenti lasciati in eredità. Tra loro il geoarcheolo Eli Manning, che durante le sue missioni ha scoperto, tra le altre cose, una ricetta del pollo alle mandorle, uno stralcio della nostra costituzione (per fortuna) e degli avvisi di pericolo di radioattività.

Le scorie da noi prodotte con il nucleare, ancora radiotattive dopo 20.000 anni (ce ne vogliono 100.000 perchè cessino di essere nocive) saranno letali per Eli Manning. E i suoi discendenti, malgrado tutte le riviste da lui raccolte durante i suoi anni i studi, con tanto di interviste ad esimi scenziati schierati contro la produzione nucleare di energia, non riusciranno a capire come mai ci siamo avvelenati con le nostre stesse mani.

E’ un punto di vista interessante quello di Ancarani, che inserisce nel racconto delle sue vere interviste, realizzate per il mensile Gagarin, orbite culturali. La sensazione, mettendosi veramente nei panni dell’uomo del futuro così iper tecnologico, è di grande tenerezza nei nostri confronti, nei confroti di ciò che siamo oggi. E’ un po’ come guardare le foto di quando si è bamabini, anche se qui non c’è proprio un lieto fine.

Io vi consiglio di leggere “Energy Fever”, perchè non è un libro schierato, ma racconta un’eventualità possibile.
Potete scaricarlo gratuitamente dal sito della Homless Book, fino al giorno del referendum. Potete leggerlo, distribuirlo, rifletterci su. Fatene ciò che volete, ma quello che mi auguro è che alla fine vi convincerà ad andare a votare il 12 e 13 Giugno 2011, anche se siete per il NO.

Perchè si può anche continuare a vivere come se le risosorse fossero infinite – si può andare in giro con una macchina e un motorino per ogni componente della famiglia, si può lavarsi i denti lasciando scorrere l’acqua nel lavandino ad oltranza, si possono lasciare le 4 tv, i pc e i folletti vari della casa sempre in standby – ma non si può poi non assumersi la responsabilità dei propri comportamenti.

“Energy Fever” uno sguardo dal futuro ultima modifica: 2011-06-10T12:37:44+00:00 da Sonia Lombardo
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