Un articolo di Hugh McGuire, fondatore di Pressbook, la piattaforma per la pubblicazione di libri on-line basata su WordPress.

Book vs Web Abbiamo queste due nozioni:
da un lato, la potenza del libro come portatore di idee, come strumento, forse il più potente, per costruire il sé intellettuale; dall’altra parte, la potenza del Web come strumento di diffusione e laboratorio di idee. Eppure, i libri sono quasi del tutto assenti dal Web.
E così la domanda, allora, è:

Se…
Il Web è la tecnologia più efficiente che abbiamo per la creazione e la distribuzione di informazioni…

E se…
Il web è la tecnologia più efficiente per organizzare le connessioni tra bit di informazione…

E se…
Il Web è una piattaforma aperta su cui possiamo costruire nuovi strumenti e servizi…

E, inoltre, se…
i libri rappresentano (forse) i più importanti singoli nodi di informazioni della mente umana…

Allora…
Perché il contenuto dei libri non vive sul Web, dove può essere più facilmente trovato, condiviso, letto e costruito?

Il motivo, ovviamente, è semplice: i modelli di business (o la mancanza).
Dopo il crollo nel mondo della musica e il caos del business del giornalismo, l’editoria si è mossa con estrema cautela verso il digitale, riuscendo a mantenere un modello di business che assomiglia molto a quello della stampa, grazie anche al sostegno dalle piattaforme di vendita ebook (Amazon, Apple, Nook, Kobo, anche Google), il cui modello è l’opposto dell’Open Web: un sistema proprietario chiuso, su cui non si può costruire.

Quindi, si è passati dai libri di carta ai libri digitali con non poche restrizioni: sulla proprietà (dal momento che non si posseggono gli ebook, ma li si ottiene in licenza dai rivenditori), e sull’utilizzo (non si può facilmente prestare un ebook, o darlo via; possiamo evidenziarli e prendere appunti, ma non c’è niente di utile che possiamo fare con quelle note).
L’intera tecnologia degli ebook, nonostante il fatto che sia sviluppata con il materiale del Web – HTML e CSS – è volutamente una versione rotta e ristretta del Web.

Cosa si può, o non si può, fare con gli ebook dipende dalle esegenze della casa editrice, e il lettore ha poco da dire.

Accettiamo questo stato di cose, in cambio di un enorme vantaggio: la disponibilità e l’accesso ai libri. E’ più facile che mai ottenere subito ogni libro che si desidera, portarne in giro, teoricamente, un numero illimitato. Questo è qualcosa di incredibile, ma, a mio parere, a meno che non voglio violare la legge sul copyright aggirando i DRM, non posso controllare la mia attività di lettura.

Vorrei, per esempio, collegare i libri che ho letto a un servizio di mia scelta che mi aiuta a monitorare e organizzare l’esperienza di lettura in modi diversi. Non posso.

Mi piacerebbe essere in grado di fare collegamenti tra i libri che sto leggendo, ad esempio, organizzando le mie annotazioni su un particolare argomento in un unico luogo. Non posso.

Mi piacerebbe essere in grado di portare facilmente le mie annotazioni – e relativi metadati – su altri strumenti – forse Word per scrivere un articolo, o WordPress per scrivere un post sul blog. Non posso.

Mi piacerebbe essere in grado di collegarmi a un servizio che mappa tutte le località menzionate nei libri che ho letto. Non posso.

Vorrei usufruire di un servizio che mi permetta di chiedere a un chatbot AI di cercare riferimenti al libro che sto leggendo in altri libri. Non posso.

Web Publishing

La lettura è un’impresa creativa. Il lettore e lo scrittore si impegnano in una sorta di danza. Lo scrittore fornisce al lettore il materiale su cui costruire qualcosa di nuovo nella sua vita.
E questa esperienza intellettuale, questa esperienza di creazione quando si legge, è ciò che rende la lettura potente, il più potente, per me, tipo di esperienza intellettuale. E credo che un lavoro fondamentale della società in generale, e della tecnologia in particolare, è quello di trovare nuovi modi per aiutare le persone a essere più creative. Non meno.

I libri possono imparare dal web che enorme valore – per i lettori, per l’apprendimento, per la conoscenza, per la società – può essere sbloccato quando permettiamo ai contenuti digitali in rete di fare quello che fanno bene – essere riproducibili, condivisibili, trovabili e collegabili.

Cosa possono apprendere i libri dal Web ultima modifica: 2016-05-02T18:56:28+00:00 da Sonia Lombardo
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