Il termine “indie author” è stato sempre più rivendicato dagli autori in cerca di una nuova definizione, una che rendesse giustizia al loro impegno.

Essere un autore indipendente significa “essere davvero indipendente”. Significa che non ci sono editori coinvolti […] Molti autori indipendenti posseggono un proprio codice ISBN, pagano di tasca propria tutte le spese e vengono ripagati direttamente dai distributori (es.: Amazon/SmashWords). L’unico intermediario è il distributore.

Non tutti gli autori indipendenti sviluppano un giro d’affari, ma tutti gestiscono il proprio lavoro di scrittura come un business. Il che significa che al di là del lato creativo, devono occuparsi tanto dell’aspetto finanziario, delle vendite e della promozione, quanto della produzione. Fondamentalmente agiscono come piccoli editori, anzi possono essere definiti dei veri e propri piccoli imprenditori. […] come tutti gli imprenditori si dicono: fallisci in fretta, fallisci spesso e poi vai avanti con ciò che funziona.


Ho provato a tradurre per voi questo breve estratto del manuale “Author 2.0 Blueprint: Writing, Publishing and Book Marketing using online tools” scritto da Joanna Penn, perché sembra mettere in luce un punto di fondamentale importanza: prima di lanciarsi nell’impresa di pubblicare da soli il proprio libro bisognerebbe capire chi è e cosa comporta essere un autore indipendente.

Non tutti gli autori auto-pubblicati – come simpaticamente ci ha fatto notare il mitico ArtNite – possono essere considerati “Indie”, cioè degli imprenditori di se stessi, editori (seppure micro) che scommettono sulla qualità della propria scrittura.

Il punto sembra essere proprio questo: non si mira al self-publishing perché ormai è facile ed accessibile, perché è l’ultima spiaggia o per togliersi a tutti i costi lo sfizio di avere tra le mani il proprio libro (a pensarci questo nulla lo vieta), ma per essere liberi gestire come meglio si crede il proprio lavoro e il rapporto con i lettori.

Come vedete i passi da seguire per diventare un vero Indie Author non sono pochi.

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La fase di promozione, poi, per un autore 2.0 diventa in pratica una costante della sua attività, se vuole essere certo di sopravvivere. Prendete la stra stra stra citata Amanda Hocking, appena ha potuto ha mollato Amazon per un contratto con un classico editore: a suo dire non ne poteva più di marketing e ranking.

Attenzione, però, perché la scrittura era ed è rimasta la sua migliore merce in vendita, ha solo cambiato offerente. Quindi, l’essere certi delle proprie capacità di scrittori è il primo gradino da superare per cominciare questo percorso così intricato, lo abbiamo già ribadito altre volte. E per diventare dei veri narratori (non autori pubblicati) il percorso parte da molto più lontano, spesso è utile persino che si passi attraverso quei fallimenti di cui sopra.

Cosa significa essere un autore indipendente? ultima modifica: 2012-01-27T21:41:52+00:00 da Sonia Lombardo
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