Via Punto Informatico

Google Books ha creato un nuovo strumento di ricerca online utile per lo studio e la formazione nelle discipline umanistiche, mettendo a disposizione del pubblico oltre 500 miliardi di parole di libri pubblicati (e non) tra il 1800 e il 2008.

Il magazzino digitale, che comprende le parole, le combinazioni di parole, di un totale di 5.2 milioni di libri digitalizzati, rappresenta il primo database di dati di questa portata e consentirà di analizzare le influenze culturali a livello statistico, metodo prima d’ora mai sperimentato. Il più famoso motore di ricerca darà vita ad una nuova disciplina per lo studio della cultura umana: l’ha già ribattezzato Culturomics.

Gli utenti potranno accedere al magazzino digitale e, selezionando e scaricando l’intero corpus di parole e sottoinsiemi in lingua inglese, cinese, russa, francese e spagnola, potranno costruire i propri strumenti di ricerca.

Tale strumento consente a chiunque con l’uso di un semplice PC di effettuare delle ricerche inserendo in una stringa un massimo di cinque parole per vedere, attraverso un grafico, i cambiamenti che sono avvenuti nel corso del tempo.

“L’obiettivo è quello di dare la possibilità di esplorare le tendenze culturali in tutta la storia, così come è registrato nei libri”, ha dichiarato Erez Lieberman Aiden, ricercatore presso Harvard. Lieberman Aiden e Jean-Baptiste Michel hanno guidato un progetto di ricerca per dimostrare quanto sia vasto il database digitale e quanto esso sia in grado di trasformare la nostra comprensione della lingua, della cultura e del flusso di idee.

Culturomics, il flusso digitale della cultura ultima modifica: 2010-12-17T21:44:30+00:00 da Sonia Lombardo