Gli amici del Gruppo Giada hanno pubblicato un interessante e approfondito saggio sui Webcomics interattivi, rappresentandoli come l’anello di congiunzione tra le opere di letteratura classica e quelle di letteratura elettronica.

“Il ritmo di lettura, la sequenza delle vignette, i collegamenti spazio-temporali tra le diverse vignette, le immagini, i colori, i suoni e il movimento. Tutti questi elementi narrativi funzionano molto bene su un medium cartaceo – e nella mente del lettore – e si adattano altrettanto bene ai nuovi media (…)
Il web permette di creare nuove tecniche di narrazione grazie alla possibilità di combinare le diverse forme espressive (testo, immagini, suono) in una sequenza modificabile a piacimento sia dall’autore sia dal lettore”
.

In pratica, gli autori di Webcomics hanno fatto dello schermo la loro tela infinita: un concetto introdotto, già agli inizi del 2000, dal fumettista Scott McCloud, che nel suo saggio “Reinventing Comics” parla di Infinite Canvas, ovvero, dell’idea di lasciare che lo storyboard scorra lungo un’unica linea continua, prendendo come riferimento non più la pagina, ma appunto lo schermo.

Infite Canvas

I vantaggi derivanti da questa tecnica di sviluppo di un racconto, secondo McCloud, sono significativi e vale la pena sfruttarli a pieno, soprattutto con l’avvento dei display multi-touch e la maggiore efficienza degli ambienti di sviluppo (plugin, JavaScript, Html5).

Come si scrive su una tela infinita

L’autore lavora proprio come farebbe un montatore, aggiunge o sottrae scene finché non è soddisfatto della trama. Una volta eliminate le restrizioni della carta, il ritmo e il flusso della narrazione, quindi la dimensione delle tavole, rispondono soltanto ai bisogni della storia e del suo pubblico.

Quando le pagine si adattano allo schermo e la navigazione tra loro è intuitiva, la modalità di presentazione ininterrotta può anche fornire ciò che i lettori vogliono di più da un media narrativo: un sistema trasparente, una finestra, attraverso cui esplorare il mondo della storia.

Avanzare da un pannello all’altro dovrebbe essere facile come pigiare la barra spaziatrice della tastiera o toccare lo schermo. L’azione rallenta o accelera a seconda del ritmo con cui il lettore scorre le tavole sullo schermo e le uniche pause devono verificarsi in vista dei punti di svolta naturali della storia (flashback, variazioni di tono); un approccio Reader-Centered, fondamentale secondo McCloud affinché l’infinite canvas possa raggiungere la maturità.

“Un’obiezione frequente all’idea stessa di una “tela infinita” è che il fumetto e l’arte in generale, vive di limitazioni. E’ vero che lavorare entro i limiti ha costretto gli autori ad ideare soluzioni eleganti, nel corso degli anni, ma queste soluzioni erano il frutto della volontà di spingere i limiti della tecnologia di stampa. Quando i limiti cambiano, questa stessa etica del lavoro deve dirigerci ad espandere i nostri sforzi verso nuove possibilità”. To #RefreshLiterature, come direbbero quelli del Gruppo Giada.

Strumenti utili

McCloud consiglia il tool sviluppato da Ian Gilman di Microsoft, che si chiama appunto Infinite Canvas, “grezzo, ma facile da usare”. La sperimentazione ha poi portato anche allo sviluppo di strumenti, non strettamente applicabili all’ambito dei Webcomics, ma comunque utili per creare narrazioni animate, a scorrimento continuo, come Prezi.

Il Web come tela infinita: #RefreshLiterature! ultima modifica: 2016-05-05T17:29:09+00:00 da Sonia Lombardo