Si parla tanto delle opportunità offerte agli scrittori dalla rivoluzione digitale, queste però si inseriscono in un contesto di continuo cambiamento e altamente competitivo, per ottenere vendite e lettori. Ma se c’è un ambito in cui le opportunità si offrono senza riserve è quello della scrittura breve.

La brevità nel digitale sta diventando un formato sempre più popolare per la scrittura storicamente esclusa dall’economia dell’editoria cartacea. Ora pezzi la cui naturale lunghezza (in genere 5.000-30.000 parole), significava che non avrebbero visto la luce, se non in raccolte di racconti o saggi, hanno trovato la loro dimensione.

Senza contare che per un esordiente, il racconto breve è un mezzo ideale per ottenere un feedback immediato dal pubblico, che si sentirà meno scoraggiato dall’idea di leggere l’intero libro di uno sconosciuto; a patto, però, che la brevità vada di pari passo con la sperimentazione. Infatti, proprio l’immediatezza della comunicazione sui media digitali ha dato vita a formule di narrazione che hanno fatto saltare gli schemi della classiche trame.

Ecco, allora, alcuni generi di narrativa breve con cui ogni scrittore dovrebbe cimentarsi se vuole emergere in quest’era digitale.

Flash Fiction

Della Flash Fiction fanno parte i racconti tra le 50 e le 2.000 parole (alcune definizioni impostano il limite anche fino ad un massimo di 1.000 parole).
Chi si è già cimentato nella scrittura di questo genere sa quanto lavoro creativo sia necessario per produrre un testo così breve, che valga comunque la pena di essere letto. È necessario andare dritti all’essenza della storia per farla funzionare; affinare la capacità di sapere cosa approfondire e cosa, invece, lasciare fuori dalla trama per rimanere entro il limite prestabilito di battute.
Niente sviluppa la creatività e la qualità della propria scrittura quanto il dover essere rigidi sulla scelta delle parole da utilizzare. La brevità ti spinge continuamente a chiederti: è questo il modo migliore che ho per raccontare questa storia?

Per approfondire: esercizi di “Flash Fiction”, per imparare a scrivere breve.

Twitteratura

Sotto questa definizione in realtà si raccolgono i più disparati generi, aforisma, poesia, riscritture, giochi linguistici, frammentismo… Insomma, su Twitter, la lunga tradizione della scrittura breve ha trovato il luogo ideale per diffondersi. Ma qui in particolare ci occupiamo di narrativa in 140 caratteri, cioè di quei racconti che per Twitter sono stati ideati e strutturati. Nell’ebook “Genesi della Twitteratura”, della serie Guide alla Letteratura 2.0, potrete trovare degli esempi illuminanti di come, non soltanto la scelta delle parole, ma gli stessi codici della piattaforma abbiano dato forma a racconti coinvolgenti e in continuo divenire.

Per approfondire: Algebra di Twitter, la creatività dentro le regole.

PoetryBot

I Bot sono dei software in grado di generare testi automaticamente, estrapolando i contenuti da set di dati (contenuti generati dagli utenti, dizionari, archivi) secondo precise formule o rispondendo a specifiche condizioni. Di recente sono diventati molto popolari, specie su Messenger e Twitter, perché consentono di automatizzare alcuni processi (ad esempio, nel customer care) e di testate il modo in cui gli utenti interagiscono con le intelligenze artificiali.
Ok, che c’entra tutto questo con la creatività e la scrittura? Moltissimo, dal momento che gli scrittori stanno diventando determinanti nello sviluppo di queste tecnologie, che si fondano soprattutto sullo studio del linguaggio.
Come sostiene Oscar Schwarz, un bot in grado di creare testi come un essere umano ci stimola a riflettere sull’essenza stessa della natura umana.

Per approfondire: la poetica dei Twitterbot.

Come sempre vi invito a lasciare i vostri commenti: vi piacciono i racconti brevi? Vi siete cimentati con qualcuno di questi generi? Vi fa schifo l’idea di un programma che scrive racconti?
A voi la parola.

Narrativa breve nell’era digitale: 3 generi con cui cimentarsi ultima modifica: 2017-01-12T11:31:43+00:00 da Sonia Lombardo