Vi propongo un interessante articolo a firma di Chris Fischbach della statunitense Coffee House Press, in cui racconta la sua esperienza nella ricerca di nuove forme di pubblicazione.

Liberamente tradotto da “Literature Is Not the Same Thing as Publishing”.

L’editoria è sempre nostalgica nei confronti di una mitica età dell’oro, quella che esisteva prima della cosiddetta morte della stampa, il fattore di Amazon, l’aumento del self-publishing e il presunto declino della lettura. La letteratura, come si è letto e scritto spesso, è invece indifferente.

Almeno questo è il modo in cui alcuni stanno pensando e agendo per fare letteratura, per pubblicarla in modi nuovi, aggirando la negatività che spesso offusca gli stati d’animo di quelli che hanno scelto questa professione.

La Tin House ne è un esempio: il modo in cui trasforma libri classici di pubblico dominio in splendida arte visiva fa venire voglia di acquistarli di nuovo, anche se si dispone già di una copia.

Queste attività non sono un’estensione del marketing o della pubblicità, questi editori stanno creando nuovi tipi di contenuti per connettersi con i lettori in nuovi modi, cosa che gli editori tradizionali non fanno. La letteratura, in questi casi, è meno prodotto e più impegno nel soddisfare i diversi e mutevoli bisogni e desideri del pubblico. Significa essere in grado di distribuire contenuti comunque e dovunque il lettore o scrittore vuole.

Che cosa è, allora, un editore se si tolgono i libri dall’equazione? Qual è il prossimo passo? Che cosa significa innovazione nel contesto dell’editoria letteraria?

Un suggerimento: non è un ebook.

Il ruolo di un editore è quello di fare da catalizzatore dell’impegno culturale nelle comunità. A volte tale impegno può prendere forma solida e vendibile, altre è più performativo, partecipativo, o elettronico. Questo è il tipo di pubblicazione che ci interessa e ciò di cui pensiamo la letteratura e l’editoria abbiano più bisogno.

HopperOfficeatNightAttraverso il nostro CHP Stacks Programm, mettiamo gli scrittori nelle biblioteche pubbliche, nei musei, nelle biblioteche storiche e altro ancora, per fare nuova arte e fare luce sulle risorse che vengono usate di rado o trascurate.

Questo tipo di programma non è limitato alle librerie. L’anno scorso, ci siamo seduti con il direttore della programmazione presso il Walker Art Center, che voleva collaborare con noi su un pezzo per la loro prossima mostra di Edward Hopper. Abbiamo finito per commissionare un romanzo seriale basato sulla pittura di Hopper “Office at Night”.

Abbiamo selezionato due scrittori di fantascienza della Coffee House – Kate Bernheimer e Laird Hunt – che sono stati messi a lavorare sul quadro con il compito di coscrivere un romanzo basato su di esso. Quella novella, ora completa, è stata pubblicata in sezioni sul sito Walker.

Ora, anche se ne state solo leggendo, il progetto avrà sicuramente avuto un impatto su di voi; guardate il dipinto e iniziate ad immaginare ciò di cui la storia potrebbe raccontare. Questo significa cominciare a pensare in modo diverso alla scrittura, alla pittura, alla narrazione e le sue possibilità.

La letteratura digitale NON è un ebook: come pensare in modo diverso alla scrittura e le sue possibilità ultima modifica: 2014-06-03T16:35:56+00:00 da Sonia Lombardo