Ricordate il gioco “Io sono..?”
Ispirandomi al corto girato da Steven Nicholas Smith, vi chiesi qualche tempo fa come avreste voi completato la frase.

Ecco alcune delle risposte rimediate in giro per i social network:

Io sono.. Giulia:

disordinata, innamorata, sconclusionata, ma assai pepata, un po’ fissata ma mai scontata – a volte malata, a volte frollata, un po’ rintronata – perdona la scemenza, sono partita con intenzioni serie ma poi sono… degenerata 😀

Io sono.. Massimo:

uno che conosce la larghezza della strada racchiusa dai marciapiedi del bene e del male. So anche che è senza semafori e con un traffico bestiale. Tutti vogliono convincersi di stare sul lato del bene e io pure ci stavo, fino a quando il bene, dall’altra parte della strada, mi ha salutato.

All’inizio ho fatto finta di niente, non mi andava di guardarlo dritto negli occhi, tanto più che non ero così sicuro guardasse me, ma quello insisteva. A un certo punto mi sono convinto che quello non poteva essere il bene: mica è così sfacciato lui. Lui è garbato, suggerisce con consigli lievi, e non ti scruta importuno come faceva quello. Ma quello insisteva ancora e non mi mollava. Così mi son detto:—Adesso vado di là e gli spacco la faccia!

Sono arrivato di là praticamente dopo una serie di rimbalzi da un cofano all’altro di situazioni che, vedendomi attraversare, non hanno nemmeno accennato a rallentare anzi, parevano volermi impedire di arrivarci. Ma ci sono arrivato, finalmente. Scassato, ma di là.
Il bene, intanto, dall’altra parte della strada salutava imperterrito.
Chi non si sarebbe incazzato a quel punto?

Riattraverso deciso, quattro rimbalzi e son di là, senza neanche aver perso troppo sangue, ma lui non c’era. Era ancora dall’altra parte.
—Fanculo a lui, se crede di pigliarmi per il culo, io riattraverso!
Ormai sono diventato uno specialista dell’attraversamento, i cofani fanno sempre più fatica a centrarmi, mi rialzo sempre più rapidamente e pure il bene ha smesso di salutare. Mi guarda attraversare. Sa che non mi deve più chiamare, ha capito che ho capito di non avere scelta. Scusatemi ora, ma devo proprio attraversare…

Io sono.. Obi:

Diviso tra essere ed avere, assumo identità mutevoli prendo significato se vengo considerato da chi legge,
altrimenti mi perdo come un numero in mezzo ad una folla anonima.

Sono vivo se scrivo,
altrimenti nei pensieri mi perdo,
nelle distese interiori del cosmo,
sulle rive del limbo all’ora del tramonto.

Esserci non è mica semplice.

E voi chi siete? Lasciate un commento o iscrivetevi al sito per aggiungere la vostra traccia in questo post.

Io sono: le risposte di creativi rivoluzionari ultima modifica: 2010-07-02T19:36:24+00:00 da Sonia Lombardo