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La Rai chiude “Per un Pugno di libri”

Il direttore di Rai Tre, Antonio Di Bella, decide di chiudere la trasmissione “Per un pugno di libri“. Programma unico nel suo genere, uno dei pochi che ha avuto il coraggio e la capacità, l’intelligenza, di portare la letteratura in Tv.

Apprendo la notizia dal blog di Chiara Jato, consulente autrice della trasmissione prossima alla chiusura. Unico giornale, invece, a riportare il fatto è – non a caso – Il Fatto Quotidiano.

La vicenda è comunque ancora in corso, con rispettivo scambio di lettere tra il direttore di RaiTre e Articolo 21. Scrive Di Bella:

vorrei tranquillizzare te e quanti apprezzano Piero Dorfles, Neri Marcorè e le trasmissioni sui libri di Raitre (la rete che più parla di libri di tutta l’emittenza pubblica e privata). Alla domenica la nostra rete continuerà a parlare di libri in maniera anticonformista creativa e spiritosa. Dorfles e Marcorè sono fra le risorse più preziose della rete e sono destinati ad avere maggiore visibilità in questo e altri progetti. Mi permetti di cominciare, sottolineo cominciare, a ragionare con la stessa squadra che ha lavorato fino ad oggi su come continuare a fare ancora meglio divulgazione culturale e intrattenimento? O il mio ruolo è solo quello di custode dell’esistente? Come continuo a ripetere il problema è non solo difendere ma anche aggiornare l’identità di una rete.

Risponde Chiara, con altrettanti quesiti:

Un principio economico di base non è forse quello di migliorare l’esistente invece di cancellarlo e sostituirlo con l’ignoto?
Ma… è proprio necessario essere sempre spiritosi?

A voi la parola.

Update: Vi avevo detto che la vicenda è ancora in corso e, allora, per scongiurare la chiusura di “Per un pugno di libri” potete aderire al gruppo di sostegno su Facebook - se non lo avete già fatto – oppure firmare la petizione online.

Non si sa mai che a cambiare il corso delle vicende che riguardano la Rai, per una volta siano i telespettatori, anche quando non si tratta solo di pagare il canone.

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4 Responses

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  1. manuela serafini says

    forse l’unica cosa guardabile la domenica pomeriggio per chi rimane a casa!!!

  2. Susanna says

    Leggere aiuta a crescere, a pensare con il proprio cervello, a capire i punti di vista degli altri.
    Tra un po’ molti ragazzi non sapranno neanche cos’è un libro, nel suo significato intrinseco ovviamente.
    Però sapranno tutto sui vari Grandi Fratelli e c.!
    Per una volta che una trasmissione non “insultava” l’intelligenza e dava soprattutto al telespettatore uno spettacolo che non instupidiva, la decisione di chiudere… è tanto ovvia! Perchè stupirci.
    Quindi, spegniamo la TV e apriamo un buon libro: i nostri neuroni gioiranno, finalmente

  3. Paolo says

    banalmente vero sic.
    Apriamo un libro o anche navighiamo nella per ora libera rete. E se proponessimo l’uscita dalla gestione partitica della tv? E l’ingresso di una gestione Rai da parte di intellettuali e artisti? Allora i grandi fratelli sarebbero ben altra cosa o non sarebbero più.

  4. Maurizio says

    Se un’iniziativa del genere fosse stata presa (e non sarebbe la prima) su una delle altre reti TV (intendo quelle occupate dall’anti cultura imperante) non ne sarei stato sorpreso; ma una siffatta azione perpetrata sull’unica rete che ci offre ancora buone trasmissioni e cultura, non potrebbe far altro che produrre indignazione per l’affronto fatto, sia verso chi da anni la produce e la conduce con estrema chiarezza e professionalità, sia verso noi, usufruttori paganti e appagati di questo servizio (Rai Tre). Spero vivamente che quanto poi affermato dal signor Di Bella corrisponda a verità.
    Grazie.

    Maurizio



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