La rivista letteraria PaginaTre ha ideato, molto tempestivamente, un Vademecum per uomini liberi:
Nel Vocabolario etimologico della lingua italiana di Ottorino Pianigiani leggiamo: vade-mècum, espressione latina che si traduce va meco. Ciò che si porta ordinariamente e comodamente seco; ma si dice specialmente così un libretto portatile destinato a richiamare in poche parole le nozioni principali di una scienza, di un’arte.
Il vademecum per uomini liberi risponde all’esigenza di rinsaldare e diffondere una cultura della democrazia.
Ogni giorno, in qualche parte del mondo, vengono calpestati i principi su cui poggia la società civile. È un’offesa bruciante, una ferita da sanare con urgenza, ma non bisogna credere che la rimozione di libertà e diritti avvenga solo in casa d’altri. Anche nei luoghi natii accadono fatti intollerabili: l’assenza del reato di tortura dal codice penale, la diseguaglianza tra cittadini e potere davanti alla legge, il dilagare di una sottocultura basata sulla corruzione, il tentativo di varare una legge che vieta alla stampa d’informare e ai magistrati di perseguire i criminali.
Il Vademecum di Pagina Tre è una raccolta di titoli dei libri più rappresentativi, invece, dei principi di uguaglianza, legalità e democrazia.
Da sempre, lo strumento principe per imparare ad essere liberi sono i libri. Una scelta meditata tra molti titoli restringerà il campo a pochi volumi di alto valore etico e letterario: un compendio di civiltà, una cassetta degli attrezzi sempre pronta per riparare all’istante i danni inferti da autoritarismo e intolleranza.
Qui tutti i libri per imparare ad essere uomini liberi.
Post correlati:






Nonostante oggi la Democrazia rappresenti il minore dei mali, in relazione alle possibilità organizzative che una società riesce a darsi, è un errore credere che i princìpi democratici siano la trasposizione di leggi rispettose della gerarchia, naturale e logica, nella quale sono ordinati i valori reali e universali che sanciscono il legittimo dominio della qualità sull’aspetto quantitativo della realtà. Democrazia significa dominio della maggioranza sulla minoranza, entrambi elementi quantitativi, ed è da questa supposta e falsa superiorità che nascono le leggi che opprimono l’intelligenza, la quale ha necessariamente una natura qualitativa.
Sul fatto che dai libri si possa apprendere cos’è la libertà avrei pure da obiettare parecchio, perché l’esperienza insegna che sono proprio i libri che trasmettono menzogne difficili da svergognare, quando non si ha tra le mani che la nuda verità, priva di mezzi economici per diffonderla.
Del resto anche l’ultima questione che ci troviamo ad affrontare, riguardante il furto della libertà d’informazione, è la prova che una democrazia, che è compravendita di interessi individuali camuffata da suffragio universale, è solo un nome che traveste la dittatura d’intenti dei mafiosi al governo.