Con la scrittura non si campa, certo è sempre meglio scrivere che lavorare in miniera, ma i lettori in Italia sono troppo pochi, il paese è fermo, culturalmente e tecnologicamente arretrato, ecc…, ecc…
Ok adesso che ci siamo tolti i soliti luoghi comuni di mezzo, proviamo a fare qualche riflessione un po’ più accurata sulle possibilità, più o meno concrete, di guadagnare soldi con la scrittura.

Innanzitutto, concordo con Giovanni Peresson dell’AIE, che è uno che i numeri li produce, quando sostiene che “leggiamo e scriviamo infinitamente di più rispetto al passato”. E per quanto si cerchi di soppiantarlo con video, immagini, adesso anche in 3D, realtà aumentata e virtuale, il testo scritto è lo strumento preferenziale attraverso cui comunichiamo. Guardatevi intorno, tutto è scrittura: pubblicità, burocrazia, intrattenimento, informazione; messaggi, status, post, email; sono pronta a scommettere che anche le Youtube star un piccolo canovaccio da qualche parte ce l’hanno nascosto e qualcuno deve averlo pur scritto, no?

Perciò credo che esista oggi la possibilità di vivere di scrittura, per chi è capace di ritagliarsi un proprio spazio e di individuare una nicchia di mercato redditizia. L’idea “ho scritto un libro e lo voglio pubblicare” è ottima per chi vuole realizzare il sogno che coltiva fin da ragazzino, ma non è economicamente sostenibile. Se vi è capitato di seguire qualcuno dei guru della pubblicazione indipendente, tipo Joanna Penn o Jane Friedman, sapete che spesso consigliano di mettersi subito al lavoro su un secondo libro non appena pubblicato il primo, e questo perché la parola d’ordine per guadagnare scrivendo online è diversificare.

Self-publishing

Certo, l’autopubblicazione – anche alcuni dei più grandi scrittori hanno dovuto pubblicare da soli il proprio libro per farsi conoscere – ma per fortuna selfpublishing non significa più dover stampare una pila di copie da portare al libraio sotto casa per pregarlo di metterle in vendita. Significa, oggi, poter dare forma ad un contenuto in modo da soddisfare le diverse esigenze dei lettori:

ebook per chi legge sui dispositivi digitali (il 10% del totale lettori secondo AIE);
– cartaceo con il Print on Demand (stampi e spedisci solo le copie ordinate);
formule di abbonamento e prestito digitale come quelle proposte da Kindle, Scribd, 24symbols, che forse non garantiscono i maggiori guadagni, ma una certa forma di resilienza sì, ovvero l’opportunità di essere scoperti da un lettore mentre scorre le categorie della propria libreria in cerca di altro;
audiobook, l’avrete sentito, sono l’unico genere in crescita nell’editoria, +31% secondo l’Assotiation of American Publisher (che ci frega degli americani? Continuate a leggere);
vendere all’estero è la scelta che vi farà davvero guadagnare con un libro, poiché, sempre stando ai numeri, gli Stati Uniti costituiscono il 30% del mercato dell’editoria mondiale, seguiti da Cina (10%), Germania (9%), Giappone (7%) e UK (4%). Se guardiamo poi alla vendita di ebook, allora, gli USA arrivano al 50% del mercato, seguiti solo dal Regno Unito.

Sito Web

Ne scrivevo qualche tempo fa, per chi attrae un grande numero di visitatori, sempre relativamente alla propria nicchia e agli argomenti trattati, c’è la possibilità di guadagnare pubblicando su blog o sito web personale. Ma anche in questo caso ricordatevi la parola d’ordine:

vendita diretta di libri e infoprodotti (anche questo è self-publishing e mi pare abbiamo detto già abbastanza sull’argomento);
affiliazioni, ovvero inserire link sponsorizzati all’interno dei propri post (sia Amazon che Smashwords offrono questa opportunità, nonché Mondadori tramite il circuito Tradedoubler, e poi c’è StreetLib che offre un 15% in più sui libri venduti con widget Sell);
– un’altra strategia utile per guadagne con il proprio sito web potrebbe essere quella di creare una sorta di paywall, un’area riservata in cui i contenuti (racconti inediti, spin-off, extra) sono accessibili solo previo pagamento. Su WordPress si trovano diversi plug-in che consentono di attivare questa funzionalità, come TinyPass, Pay per View, Paid Articles.

Piattaforme di scrittura

Questo è uno dei metodi più diffusi, la scrittura su commissione, che si può tradurre nella produzione di articoli sponsorizzati da aziende e case editrici in cambio di denaro o beni (c’è stato un periodo in cui era molto diffusa la pratica tra gli editori di regalare libri ai blogger disposti a recensirli, chissà se si usa ancora);
– su Wattpad è ormai ampiamente utilizzato il native advertising, vere e proprie storie scritte per conto di brand in cerca di visibilità. D’altronde quella dello storyteller è una figura professionale sempre più emergente;
– infine, in assenza di grandi aziende dispose ad ingaggiarvi, potreste sempre usufruire delle piattaforme che fanno da intermediarie proprio tra chi ha bisogno di contenuti e chi è in grado di scriverli. Le migliori attive in Italia sono Twago, Link2Me e Melascrivi.

Basta iscriversi ad un sito per guadagnare? No, esattamente come non basta pubblicare un libro per iniziare a vendere. Bisogna studiare, invece, per trovare un punto di incontro tra le proprie capacità e passioni, e gli interessi del pubblico.

Monitorare ad esempio i trend di Twitter o Google per scoprire quali sono gli argomenti più discussi e come inserirsi senza risultare scontati. O ancora, tenere sotto controllo l’andamento del mercato editoriale per conoscere i generi più i voga e i canali di vendita su cui è necessario essere presenti.
Come ha scritto Mario Mancini nell’articolo “Dove sta andando l’industria del libro?”:
“Tutti gli autori che desiderano pubblicare una loro opera e si apprestano a scegliere quale può essere il veicolo migliore per arrivare ai lettori dovrebbero considerare su questi dati e non lasciare la scelta al caso. Indirizzarsi sul canale giusto potrebbe cambiare la loro vita”.

Non solo libri: tutti i metodi (o quasi) per guadagnare scrivendo online ultima modifica: 2017-02-27T18:41:10+00:00 da Sonia Lombardo