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Il cartello degli editori italiani

Avevano ragione quelli di Macity a scrivere, in un approfondito articolo in cui si cercava di motivare il lento sbarco degli e-book in Italia: appare che i grandi editori italiani abbiano scelto la strada del cartello.

Si muovono insieme, le fughe in avanti sono minime e limitate, nessuno se la sente di rischiare in un mercato in cui si teme non ci sia spazio per grandi guadagni a fronte delle ingenti spese. Non bisogna dimenticare che il settore editoriale, senza la parte distributiva (che assorbe fino al 60% del costo di un libro, ed è il motivo per cui i grandi editori controllano anche molte distribuzioni e punti vendita), ha margini praticamente inesistenti e il rischio di passare al digitale è quello di distruggere il giocattolo che fa guadagnare qualche soldo, cioè proprio la stampa e distribuzione.

Cosa succederà lo vedremo fra breve. In Italia si è scritto più volte che Amazon fosse bloccata dal silenzio degli editori, che attendevano evidentemente una alternativa per poter negoziare al meglio con li gruppo americano. Apple ha offerto, se non altro sulla carta, questa sponda. La domanda adesso è se questo scontro porterà a qualche situazione di apertura (gli editori metteranno i propri libri su più piattaforme diverse, lasciando liberi i lettori di scegliere quella che preferiscono) o se tenteranno la strada di qualche piattaforma unica o preferenziale, magari la propria (software dedicati da installare su computer diversi, con DRM unici). Nella risposta a questa domanda c’è il futuro dell’editoria nostrana.

La risposta è giunta, ne stanno dando notizia tutti annunciando l’inizio della mirabolante avventura di Edigita, piattaforma italiana per la distribuzione degli e-book, che altro non è se non un cartello di editori (Feltrinelli, Messaggerie Italiane con GeMS e Rcs Libri ) al quale presto andrà ad affiancarsene un altro, capitanato da Mondadori.

Come al solito, quando il futuro è in arrivo, in Italia si fa in modo che tutto cambi perchè nulla cambi.

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