Dal Salone Internazionale del Libro di Torino, Greenpeace lancia Salvaforeste, la nuova classifica sull’editoria italiana, che rivela come la maggior parte dei libri venduti nel nostro Paese sia una minaccia per le preziose foreste di Sumatra e gli ultimi oranghi indonesiani.

Negli ultimi anni l’Italia ha incrementato esponenzialmente le proprie importazioni di carta dall’Indonesia fino a diventare il più importante acquirente europeo di carta indonesiana e il maggior cliente APP (Asia Pulp and Paper). APP è il più grande produttore di carta del Paese e il secondo a livello mondiale.

Per realizzare la classifica abbiamo chiesto agli editori italiani se sanno da dove viene l’unica la carta che utilizzano. La maggior parte ha risposto di non saperlo, altri riescono a ricostruire a ritroso la propria filiera al massimo fino allo stampatore. Qualcuno ci ha addirittura scritto “e io che ne posso sapere?

Si stima che dall’inizio delle proprie attività, negli anni Ottanta, APP abbia abbattuto un milione di ettari di foreste nella sola isola di Sumatra che conserva ancora più di due miliardi di tonnellate di carbonio.

La distruzione di queste foreste – l’Indonesia è il terzo emettitore mondiale di CO2 – avrebbe un effetto drammatico sul clima. Studi di Greenpeace dimostrano che per ogni tonnellata di cellulosa prodotta da APP in Indonesia nel 2007, sono state emesse circa trentaquattro tonnellate di CO2.

Quanto sono complici di questo massacro gli editori italiani? I risultati della classifica dimostrano che soltanto il 18% delle case editrici interpellate ha scelto di acquistare solo ed esclusivamente carta sostenibile aderendo al nostro progetto Editori amici delle foreste. Tra questi: Bompiani, Fandango, Hacca e Gaffi.

Un esiguo 6% stampa i propri libri solo su carta FSC proveniente da foreste certificate secondo standard affidabili: tra essi Marsilio e Fanucci.

Il 55% degli editori interpellati ha risposto al questionario dimostrando trasparenza, ma ha dichiarato di non poter fornire informazioni chiare sulla propria carta e quindi non ha una politica sostenibile. In questo corposo gruppo si trovano i principali gruppi editoriali italiani, Mondadori, RCS Libri, Gruppo Giunti e Gruppo Mauri Spagnol, che da soli costituiscono più della metà del mercato italiano dei libri.

Il restante 20% è quello dei più “cattivi”, nonostante i nostri ripetuti solleciti, non ha fornito alcuna informazione utile per poter valutare la sostenibilità della propria carta dimostrando poca trasparenza e nessuna volontà di escludere dalla propria filiera carta proveniente dalla deforestazione. Tra questi Feltrinelli che da solo controlla quasi il 4% del mercato librario.

Per salvare foreste e oranghi, gli editori devono impegnarsi a garantire a noi lettori che i libri non siano prodotti di distruzione. È più facile di quanto si possa pensare!


Se non vuoi essere complice della deforestazione e dei cambiamenti climatici, consulta la classifica di GreenPeace e scegli solo i libri degli editori “amici delle foreste”.

La classifica degli editori ecologisti ultima modifica: 2010-05-16T21:03:17+00:00 da Sonia Lombardo