Contratto di auto-pubblicazione: 4 clausole indispensabili

Riportiamo il video integrale dell’evento gratuito organizzato dalla Self-publishing School, in vista del lancio ufficiale del corso il prossimo 6 Febbraio.

L’argomento verteva sulla corretta gestione dei diritti delle opere auto-pubblicate e per l’occasione è stato interpellato l’avvocato Marco Giacomello, uno dei maggiori esperti sul tema.

Come sostiene Mauro Sandrini, l’ideatore della Self-publishing School, chiamare in causa gli avvocati mette sempre un po’ di timore, ma vi assicuro che il video è scorrevole e semplice da capire, anche per chi non è addentro a queste tematiche.

Però, se andate troppo di fretta, ecco i punti salienti:


cos’è il self-publishing

La definizione di Self-publishing è semplicemente quella dell’assunzione da parte di un autore dell’attività di pubblicare un libro, o un’opera simile, senza passare attraverso l’intermediazione di un editore.

Questa semplice definizione ci fa capire che se il contratto di edizione, al quale siamo abituati nel mondo cartaceo, stabilisce che l’autore concede ad un editore l’esercizio del diritto di pubblicare, contratto di edizione non vuol dire self-publishing.

Il self-publishing è un modello di pubblicazione, promozione e diffusione totalmente diverso dal contratto di edizione, soprattutto è un modello che permette di svincolarsi quasi totalmente dagli editori, da clausole capestro, quindi, dalla cessione dei nostri diritti, perché per auto-pubblicarsi non serve cedere nessun diritto.

Con un contratto di auto-pubblicazione, ci si affida ad un soggetto terzo la distribuzione di un ebook. In più la società che fa self-publishing può offrire una pluralità di servizi – dalla conversione, alla copertina, alla revisione – che vanno pagati con una quota di partenza e poi una percentuale sulle vendite, ma sono dei servizi e tali devono rimanere; per usufruirne non è necessario cedere alcun diritto.

Adempimenti fiscali

Se in possesso di partita Iva, un autore è tenuto ad emmettere fattura, altrimenti una nota di prestazione, cioè una ritenuta d’acconto. Se si vendono 10 opere a 10 euro, bisognerà sottrarre dagli incassi totali la percentuale dovuta al distributore (di solito il 30% o 40%) più la ritenuta, che è pari al 20% del 70% del lodo. Il distributore restituirà, quindi, un corrispettivo al netto di tali percentuali.

Gestione degli ISBN

Per il singolo self-publisher è piuttosto difficile comprare dei codici Isbn in maniera autonoma. All’atto della registrazione viene esplicitamente chiesto “nome” e “titolare” della casa editrice. Inoltre, con l’avvento del digitale bisogna essere in possesso di un Isbn per ogni edizione, quindi, alla fine crescono i costi per l’autore che vuole distribuire in più formati. Molti servizi propongono, dietro compenso, la distribuzione con il loro marchio, ossia, appongono all’opera il proprio Isbn anche se è il self-publisher a rimanere editore effettivo.

In conclusione

  1. Attenzione a qualsiasi foglio vi viene proposto con delle clausole sopra. Se non si chiama contratto di edizione, allora, siete nel posto giusto.
  2. Devono essere chiarissimi royalty rendiconti e pagamenti.
  3. Deve essere ben definito che non cedete nessun diritto d’autore.
  4. Deve essere prevista una possibilità di recesso.

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